Il Tirreno

Livorno

Allarme per un subacqueo scomparso, ma il giovane sta bene

Allarme per un subacqueo scomparso, ma il giovane sta bene

Il ragazzo livornese si era immerso in apnea dall’imbarcazione dell’amico. Allertata la Capitaneria di Livorno, ma l’uomo riappare sano e salvo

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LIVORNO. Tanta paura per un giovane subacqueo livornese nel tardo pomeriggio di ieri.
Il ragazzo, di circa vent’anni, era uscito insieme a un amico con la sua barca per una battuta di pesca subacquea a circa 1,5 miglia ad ovest del Pontile di Vada.
Doveva essere un pomeriggio di relax e divertimento ma alle 17,35 tutto si è trasformato in un incubo.
È a quell’ora infatti che la guardia costiera di Livorno, tramite il numero di emergenza 1530, riceve la richiesta di aiuto del ragazzo che segnala la scomparsa del proprio compagno di pesca che da più di un quarto d’ora si trovava in acqua e non era ancora riemerso. Sul posto è subito arrivata una motovedetta da Livorno e un battello pneumatico da Vada. Presenti alle ricerche anche la squadra dei sommozzatori del distaccamento porto dei vigili del fuoco di Livorno, nonché due diving center locali. Allerati e pronti a intervenire anche gli operatori tecnici subacquei del porto di Livorno per i quali era stata approntata un’altra motovedetta in vista di un eventuale necessario trasferimento dei sub in zona.
I mezzi di soccorso arrivati sul luogo delle ricerche hanno perlustrato la zona per più di mezz’ora, ma del ragazzo scomparso nessuna traccia. Poi, quando già si dava per scontato il peggio, è successo l’inaspettato: alle 18.20, la motovedetta livornese ha intercetto un’imbarcazione da diporto che, poco prima, aveva visto il ragazzo disperso sbracciarsi in acqua e lo aveva carito a bordo.
Il ragazzo, in perfetta salute, è stato così riportato verso la barca dell’amico che, scortata dal mezzo della guardia costiera, ha fatto rientro al proprio ormeggio nel porto di Livorno, da dove era partita.
Sono in corso indagini, da parte della capitaneria di porto, per comprendere meglio la strana dinamica dell’accaduto.
È possibile che il giovane, sott’acqua, sia stato trascinato dalla corrente lontano dall’imbarcazione dell’amico uscendo dalla sua visuale e trovandosi così stanco e solo in mare aperto.
L’episodio mette in luce, ancora una volta, l’importanza di una tempestiva informazione alla guardia costiera, attraverso il numero 1530, dedicato alle emergenze in mare.

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