Sicurezza
Rissa in piazza Cavallotti, 4 denunce e un arresto
Indagini della squadra mobile permettono di rintracciare gli autori dei fatti: tutti uomini e una donna moglie di uno di loro: fondamentale l’aiuto dei cittadini. Da chiarire i motivi che hanno scatenato la violenza
Quattro denunce e un arresto per la rissa di piazza Cavallotti. È’ il bilancio delle indagini della squadra mobile sull’episodio di violenza che ha colpito la zona del mercato nella serata tra il 28 e il 29 luglio. Una decina di persone si era picchiata con colpi di spranga e coltelli scatenando il panico nel quartiere centrale della città. L’operazione è stata illustrata in una conferenza stampa mercoledì mattina dal dirigente della mobile Giuseppe Testaì che ha coordinato le indagini.
In seguito a quel fatto, il questore Marcello Cardona aveva disposto una intensificazione dei controlli in zona con maggiori pattugliamenti sia in divisa con le auto di ordinanza sia in borghese, con la discesa in campo della sezione della squadra mobile dei Falchi. Nel corso di questi servizi, qualche giorno fa al 113 è arrivata una chiamata da parte di un residente che segnalava due persone molto agitate che si picchiavano vicino la piazza. A quel punto sul posto è subito intervenuta la squadra mobile che ha individuato i due. E da lì è iniziata una serie di accertamenti grazie ai quali è stato possibile risalire ai testimoni della rissa di qualche sera prima. Uno di loro, Ben Romdhane Yassine, 34 anni, era già stato arrestato dai carabinieri nell’immediatezza dei fatti. Il giovane era finito in ospedale per le profonde ferite riportate. Le aggressioni (due contro due più la donna schierata col marito) erano state molto violente, come si evidenzia dal sangue trovato a terra vicino a un call center subito dopo i fatti. Tutti sono accusati di rissa aggravata.
Un lavoro laborioso di ricostruzione dei fatti e di raccolta delle testimonianze che ha permesso di risalire ad alcuni degli autori della violenta rissa. E’ così che sono stati denunciati 4 tunisini e una donna, moglie di uno di loro. Si tratta di giovani già noti alle forze dell’ordine non solo perché irregolari sul territorio nazionale ma anche per fatti di droga e porto di armi. Uno di loro nel momento in cui è stato fermato dalla polizia aveva addosso un coltello, che è stato sequestrato. Sono in corso ulteriori accertamenti: alla rissa aveva partecipato una decina di persone. La mobile non esclude che sia possibile rintracciare gli altri. Resta da chiarire il motivo della rissa: potrebbe essere legata a un conto in sospeso riguardo fatti di droga, ma questa per ora resta solo un’ipotesi. Al momento della rissa, come accertato dalla polizia, erano tutti alterati dall’alcol e avevano finito da poco il ramadan (concluso il 28 luglio).
«Fondamentale per la buona riuscita delle indagini - dice il dirigente Testaì - la collaborazione dei cittadini, pronti e disponibili verso la polizia».
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