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Case economiche: stangata in arrivo col nuovo catasto
Per le abitazioni A/3 la differenza fra rendita e valore di mercato arriva al 227%. Asppi: «Rischio tasse alle stelle»
LIVORNO. Brutte notizie in arrivo per i proprietari di case con rendite da alloggio economico, per intendersi quelle in classe A/3. Una ricerca pubblicata l’altroieri da “Il Sole 24 ore”dimostra come potrebbe impattare su Livorno la “rivoluzione” del catasto dopo che pochi giorni fa la commissione Senato ha dato il via libera al primo decreto attuativo. E i dati parlano chiaro: le tasse potrebbero aumentare, e non di poco.
Nella classifica che mette in fila le città capoluogo per differenza tra il valore catastale medio di un immobile e quello di mercato (dati Nomisma) Livorno mostra una discrepanza del 93%: dai 126.100 del valore catastale ai 243.257 del valore reale. Discrepanza che si attesta al 69% sulle abitazioni in classe A/2 e a un pesante 227% su quelle A/3 che fa guadagnare a Livorno nella classifica delle abitazioni di tipo economico il 14esimo posto (peggio di noi in Toscana fa solo Pistoia con il 293%).
Ma cosa comporterà tutto questo in concreto? Il valore catastale è la base per calcolare le tasse sulla casa. L’inadeguatezza della base imponibile si riflette sulla distribuzione di Imu e Tasi. Se le abitazioni A/2 hanno rendite catastali mediamente più alte delle seconde, il problema è che spesso il valore di mercato è quasi identico. Quindi chi oggi possiede una A/3 beneficia di una sorta di sconto fiscale improprio rispetto al vicino di casa che vive in una A/2, ma - quando la riforma sarà a regime - rischia i maggiori rincari. Anche se poi, a ben vedere, anche il valore fiscale delle case in A/2 è distante da quello di mercato.
«Anche se la legge delega impone di non far crescere il prelievo fiscale, il rischio a Livorno che le imposte sulla casa, possano arrivare alle stelle è forte – afferma l’architetto Sirio Grassi, numero uno regionale dell’Asppi, l’associazione della piccola proprietà immobiliare – e l’aumento sarà tanto più choc quanto più basso è il livello delle attuali rendite». «Per questo qualche mese fa – continua Grassi – avevamo chiesto un incontro al sindaco Nogarin, perché, una volta concluso il restyling tutto dipenderà da come le amministrazioni decideranno di muoversi. Sia chiaro, la riforma del catasto era necessaria e dall’allineamento dei valori si dovrebbero limitare le sperequazioni esistenti, ma il Comune deve muoversi in tempo. Ci sono profonde differenze nei valori non solo tra le varie aree del Paese, ma tra le diverse zone della città ed è dunque giusto metter mano alla base sulla quale si calcolano Imu e Tasi per renderle più eque e per farlo servirà un forte cooperazione tra le Entrate, i Comuni, i professionisti e le associazioni di categoria. Aspettiamo fiduciosi».
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