La protesta
Simulano la separazione per una pensione più alta
Coniugi livornesi da nove anni truffavano l’Inps fingendo di essersi lasciati Ogni mese prendevano 327 euro in più: la Finanza sequestra ai due 38mila euro
LIVORNO. Non osi l’uomo separare quello che Dio unisce. O meglio, in questo caso, non osi la Finanza ricongiungere quello che l’uomo separa... Ma le fiamme gialle hanno osato, eccome. Ci hanno pensato loro a far tornare insieme (ma solo sulla carta perché in realtà la coppia non si è mai lasciata) due coniugi livornesi di 62 e 61 anni che hanno simulato per nove anni di essere separati per percepire una pensione di vecchiaia maggiorata. Un periodo in cui moglie e marito hanno percepito 327 euro in più ogni mese: a lei sarebbero spettati solo 92,81 euro che invece, con la maggiorazione dovuta alla separazione, erano schizzati a 420,01. La Finanza li ha scoperti, denunciati per truffa aggravata e ha sequestrato loro beni per 38mila euro.
L’indagine, svolta dal Nucleo di polizia tributaria guidato dal nuovo comandante Maurizio Querqui, è nata in seguito a un esposto presentato da un cittadino che era a conoscenza della situazione e che ha denunciato il fatto alle fiamme gialle. È così che i militari hanno scoperto che i due, pur simulando la separazione, in realtà vivevano insieme da sempre nella loro casa comune, in zona viale Carducci.
In particolare, l'attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha permesso di scoprire l’ incremento patrimoniale cercato ad arte dai due, a favore della moglie, ai danni dell’Inps: già dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2005, dai documenti ufficiali risultavano due diverse residenze anagrafiche.
Le verifiche fatte dalla Finanza, invece, hanno permesso di accertare che in quel lungo periodo (giugno 2005/aprile 2014) i due avevano avuto una relazione affettiva stabile, e sempre nella stessa abitazione. Situazione emersa dai pedinamenti e dagli accertamenti fatti sui consumi e sulle abitudini di vita dei due. Sono stati, così, ricostruiti i “trucchi” ideati dai coniugi: avevano presentato all’Inps un’autocertificazione falsa e avevano dichiarato la finta separazione e il reddito errato, mostrando documenti tali da indurre in errore i funzionari dell’Inps, che avevano così erogato alla donna un nuovo importo pensionistico, più alto perché, una volta che lei era separata, era venuto meno il presupposto del cumulo di redditi con il coniuge che ne avrebbe determinato un trattamento minimo inferiore.
Ed ecco che allora è scattato un sequestro, chiesto dal gip Antonio Del Forno ed eseguito dagli uomini del Nucleo tributario. Il sequestro ha riguardato 6000 euro “liquidi” - somma a disposizione dei coniugi - più una parte dell’appartamento. È stata quindi bloccata, di conseguenza, l’erogazione errata della pensione, che è stata invece ridimensionata al dovuto.
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