Gioco
«Nogarin non freni, la variante serve»
La Cgil all’attacco: «Qualunque ritardo peserà sui traffici e sul lavoro, il sindaco lo sappia e se ne assuma la responsabilità»
LIVORNO. «Signor sindaco, c’è qualche riserva da parte dell’amministrazione comunale sul piano regolatore del porto?». «No, non ci sono elementi ostativi». «E allora quando ritiene che approverete la variante urbanistica, che la precedente amministrazione ha già discusso con parere favorevole?». «Ci prenderemo tutto il tempo necessario per approfondire e analizzare la questione». «Lei sa, signor sindaco, che se il piano regolatore portuale non sarà approvato nei tempi auspicati, dovrà assumersene tutta la responsabilità?».
Il botta è risposta è andato in onda una settimana fa, durante il comitato portuale che ha dato il via libera alla privatizzazione di Porto 2000. Protagonisti del dialogo il sindaco Nogarin e Claudio Picchiottino, numero uno della Filt Cgil.
Un siparietto dai toni piuttosto animati, come racconta chi vi ha assistito, che ha toccato la sua punta più alta quando il sindacalista ha detto a Nogarin che considerava “una simpatica battuta” la proposta dei bus gratuiti. Ma al di là del colore e delle punzecchiature, quel dialogo racchiudeva e racchiude il passaggio crcuciale che il nostro porto dovrà vivere di qui ai prossimi due mesi e che sarà poi decisivo per i suoi prossimi vent’anni. Perché se ormai è palese che la partita sul piano regolatore del porto attualmente all'esame del consiglio superiore dei lavori pubblici non si chiuderà entro agosto, come aveva garantito appena l’altro mese il sottosegretario Nencini all’assemblea degli industriali, ma slitterà probabilmente a settembre, è altrettanto vero che senza l’ok da parte del Comune alla variante anticipatrice al piano strutturale, tutto resterà bloccato. Le chiavi dell’operazione che dovrà trasformare il nostro porto insomma sono nelle mani di palazzo civico, del consiglio comunale e del sindaco Nogarin. Più che le chiavi, forse, il semaforo verde ad un piano che è rimasto lì da sessant'anni e che negli ultimi due ha avuto un’accelerazione importante: il sì del comitato portuale è arrivato nel giugno 2012, poi il "parlamentino" dell'Authority l'ha adottato nel dicembre scorso. Ma ancora l'iter non è finito, benché i mesi passati dal primo ok siano più del doppio di quanto inizialmente previsto da Palazzo Rosciano.
In questo senso, inutile negarlo, i rapporti non esattamente sereni tra Nogarin e il resto del comitato portuale (soprattutto dopo la storia di Porto 2000), potrebbero non aiutare. Picchiottino lo dice chiaramente: «Mi auguro che Nogarin non viva questa approvazione come una guerriglia tutta personale, non sarebbe possibile, il porto ha bisogno di andare avanti e il Comune ha già praticamente dato il suo parere favorevole. I tempi sono stretti, la variante al piano strutturale è fondamentale. E allora quel che noi abbiamo sollecitato sono rapporti di collaborazione istituzionale che vadano oltre ai capricci, una sinergia sul piano regolatore portuale. Tra l’altro sappiamo che il parere favorevole del Comune è già stato espresso. Insomma è un elemento già discusso e definito su cui è giusto che la nuova amministrazione discuta ma senza mettere ostacoli immotivati. Fare presto è indispensabile. Ulteriori ritardi potrebbero causare perdite di quote di mercato, rischi per lavoro e occupazione».
Considerazioni che a quanto pare sono condivise fino a Firenze: non sarà stato un caso infatti che proprio durante il comitato portuale l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli abbia chiuso il suo intervento ribadendo l’urgenza dell’approvazione della variante: «Dev’essere approvata quanto prima, nell’interesse di tutti». Ma la palla ce l’ha Nogarin.
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