Gioco
Cadavere in acqua in darsena vecchia, è un sacerdote di 42 anni
Livorno: l'uomo, biologo e appassionato di tecnologia, è stato recuperato tra le barche di fronte alla caserma Santini. Non aveva documenti, ma solo il codice Iban e qualche contante. Sulle cause del decesso indaga la polmare
LIVORNO. È di un sacerdote di Genova il corpo ripescato nella darsena di Livorno. Si tratta di un prete di 42 anni (li avrebbe compiuti a dicembre), don Giacomo Vigo, biologo, appassionato di tecnologia, appartenente alla congregazione di San Filippo Neri. Era sparito dal capoluogo ligure dal 3 agosto e la denuncia di scomparsa era stata presentata lunedì 4. Il sacerdote è stato identificato grazie all'iban che gli è stato trovato indosso e che era riferito ad una persona che lo conosceva e ne ha consentito l'identificazione. ha contrinuito all'identificazione anche la pubblicazione della notiziai del ritrovamento del cadavere di un sacerdote che dalle prime ore della mattina di martedì si è diffusa in rete a partire dal Tirreno. Tra le ipotesi che vengono seguite dagli investigatori della questura di Livorno sulle cause del decesso, ci sono il malore e la caduta accidentale, mentre viene valutata improbabile quella di una rapina finita male: il sacerdote aveva infatti del denaro nel portafogli.
Come emerso dagli accertamenti della polizia e dalle informazioni raccolte all'interno della congregazione, il sacerdote da qualche tempo era in cura per problemi di depressione. Nella sua stanza i confratelli hanno trovato i documenti e il cellulare, che lui aveva lasciato a Genova prima di venire a Livorno. Da chiarire i motivi che avevano spinto il prete a venire proprio in città.
Il sacerdote era molto noto per le sue attività religiose e professionali ed era molto attivo anche sui social network. In particolare, curava quotidianamente il suo profilo twitter su cui scriveva le sue riflessioni sulla vita e sulla religione, oltre che sulla società.
Il primo a notare il cadavere - intorno alla 6,50 - è stato un finanziere, che ha visto l'uomo galleggiare vicino a una boa rossa con il volto rivolto verso l'alto e le braccia incrociate. Il militare ha notato una mano e l'orologio sul polso. E a quel punto ha attivato la macchina dei soccorsi. L'uomo è stato poi tirato su dai sommozzatori dei vigili del fuoco subito intervenuti con il gommone. Sul posto, oltre al cappellanoprovinciale della Polizia don Placido (nella foto qui sotto), è intervenuto il medico legale Luigi Papi: da un primo esame esterno non stati riscontrati segni di violenza. Dopo tutti gli accertamenti, il corpo è stato portato al cimitero dei Lupi per l'autopsia.


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