Il Tirreno

Livorno

«Il maltempo ci rovina»: le interviste del Tirreno ai balneari

di Valeria Cappelletti
«Il maltempo ci rovina»: le interviste del Tirreno ai balneari

Flop di bar e ristoranti, incassi ridotti fino al 70%: sono in pochi la sera a restare a cena al mare. Crolla anche la vendita dei biglietti (50%) e poi ci sono i danni delle mareggiate

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Tanta pioggia (anche ieri mattina un temporale...), mareggiate e temperature al di sotto della media. Ma dov’è finita l’estate? Sono molti i livornesi che se lo chiedono, alzando gli occhi al cielo grigio e carico di nuvole: giugno e luglio se ne sono andati lasciando nei bagnanti il gusto un po’ amaro di cose perdute... Ma anche agosto è partito col piede sbagliato. E anche i titolari degli stabilimenti balneari - anzi, soprattuto loro... - sscrutano l’orizzonte e si interogano su quando arriverà l’estate, quella v era. A a causa del maltempo, stanno infatti vedendo colare a picco i loro guadagni e, di conseguenza, le speranze di chiudere la stagione estiva con il segno più.

Pur contando su una buona fetta di affezionati bagnanti che, anche per l’estate 2014, non hanno rinunciato all’abbonamento, i gestori degli stabilimenti stanno registrando un forte calo nella vendita dei biglietti giornalieri e, soprattutto, nel settore della ristorazione: bar e ristoranti degli stab ilimenti stanno facendo pochissimi affari.

Meno guadagni, dunque, ma non meno spese: i dipendenti, le manutenzioni ordinarie e straordinarie, i fornitori non possono certo aspettare e devono essere pagati. Biglietti e abbonamenti. Tra il 30 e il 50 per cento in meno il numero di biglietti giornalieri e abbonamenti venduti per questa stagione: colpa della crisi economica, certo, ma anche del tempo brutto che non spinge la gente a spendere per andare al mare. Se il meteo è incerto, chi è che spende 5 euro per entrare in uno stabilimento e poi dover magari fuggire - dopo un paio d’ore - perchè tuona o piove?

Per i Bagni Tirreno e i Pancaldi i biglietti acquistati hanno subito un calo del 50 per cento; mentre ai Bagni Nettuno la perdita oscilla tra il 25 e il 30 per cento. «In questi giorni di maltempo – spiega Umberto Simi, responsabile dei Nettuno – abbiamo tenuto aperti 25 ombrelloni su 250. La situazione è gravissima, siamo disperati perché abbiamo speso molti soldi per la ristrutturazione dello stabilimento balneare e ora non sappiamo come pagare le ditte».

»Un calo che non è solo legato al maltempo – dicono dalla direzione dei Bagni Onde del Tirreno (Pejani) - è anche causato dalla crisi economica, noi non vendiamo pane e l’abbonamento al mare per molte famiglie diventa qualcosa di superfluo, di cui fanno a meno». Alla direzione dei Bagni Fiume parlano del 30 per cento in meno di vendita di ingressi giornalieri: «Una perdita cospicua – dicono – il maltempo ha un ruolo di primo piano, basti pensare che nel solo mese di luglio si sono registrate undici perturbazioni, ma ancora prima del tempo è la crisi economica che frena i cittadini ad acquistare abbonamenti e biglietti».

Riccardo Ganni, titolare dei Bagni Lido afferma:»“Lo scorso anno arrivavamo a vendere anche 100 biglietti al giorno, quest’anno è già tanto se ne vendiamo la metà; anche il noleggio di ombrelloni e sdraio è in calo, per non parlare dell’uso delle docce calde, lo scorso anno potevamo arrivare anche a guadagnare 100 euro al giorno, quest’anno siamo a 2-3 euro».

Il maltempo però, ha colpito soprattutto ristoranti e bar presenti negli stabilimenti balneari. Le perdite sono state consistenti, si parla di una fascia compresa tra il 50 e il 70 per cento in meno di guadagni rispetto all’anno scorso. “Per la ristorazione questa estate è da dimenticare – dice Luca Brondi, gestore del ristorante Bagni Lido - su 49 giorni ho lavorato a pieno ritmo solo nove. Nel mese di luglio ho registrato una perdita del 70 per cento di guadagni e questo è il mese clou, quello in cui l’affluenza dei bagnanti dovrebbe essere maggiore, perché ad agosto molti livornesi vanno fuori e dopo il 15 i bagni cominciano a svuotarsi”. Anche, Jonata Morelli, gestore del ristorante dei Bagni Onde del Tirreno (Pejani) parla di una stagione pessima: “Rispetto al 2013, a luglio di quest’anno abbiamo perduto il 60 per cento dei guadagni”. Stime un po’ più basse, si parla di una perdita tra il 40 e il 50 per cento per i bar e i ristoranti dei Bagni Roma, Pancaldi, Nettuno e Tirreno. Del resto, col tempo brutto gli stabilimenti sono deserti e soprattutto la sera sono in pochi a rimanere a cena: con la stagione calda, quella di cenare sui bagni è invece da sempre una tradizione tuta livornese.

Ma il danno non è solo economico, come sottolinea Luciana Fedi del ristorante Bagni Fiume: “Con il maltempo i prodotti alimentari non vengono consumati, vanno a male e dobbiamo buttarli, è un grosso spreco”. Il maltempo ha provocato altri danni. Il mare grosso ha infatti portato sugli stabilimenti balneari detriti e rifiuti, così i gestori dei bagni hanno dovuto sborsare altro denaro per far intervenire macchinari e ditte specializzate. «Con le piogge di questi giorni – spiega Rosario Popolla dei Bagni Roma – abbiamo riempito un camion intero di rifiuti».

«Il maltempo ha portato bottiglie, legni, alghe, di tutto un po’ speriamo di avere almeno 15 giorni di bel tempo anche se ormai la stagione è compromessa” conclude Gianfranco Giachetti, titolare dei Bagni Tirreno. E ora tutti sperano che ad agosto il tempo metta un po’ di giudizio.

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