Il Tirreno

Livorno

Campo da golf, sono partiti i lavori ma è già polemica

di Cristiana Grasso
Campo da golf, sono partiti i lavori ma è già polemica

Recintato anche il prato davanti ai Tre Ponti: i residenti protestano e lanciano una petizione che ha superato in un giorno oltre cento adesioni

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LIVORNO. I fedelissimi frequentatori lo chiamano "il campone", un grande spazio verde in Banditella, a due passi dalla spiaggia dei Tre Ponti, alle spalle delle baracchine dei "paninari"di Largo Christian Bartoli. Fino a pochi giorni fa era uno dei parchi della città più gettonato, parco nel parco (quello di Banditella): gruppi di ragazzi che giocavano a palla e con gli aquiloni, famiglie in versione scampagnata, cani a passeggio con i padroni, comitive di scout e anche di turisti. Poi sono arrivate le ruspe e la recinzione: lavori in corso per il campo da

golf. E quella rete di ferro verde alta più di due metri che si è inghiottita da un momento all'altro il campone e le sue palme così come tutta l'area circostante, quella appunto dove il progetto approvato dalla passata amministrazione prevede che nasca questo piccolo regno del green. Ma una cosa era vederlo sulla carta e sul computer, nella graziosa perfezione del rendering, e una cosa è trovarsi davanti questo sbarramento così invasivo che tutto in un colpo rende l'idea di che cosa accadrà quando la recinzione diventerà definitiva. Addio campone, addio a un'importante porzione di verde pubblico, addio a uno spazio che i livornesi consideravano come un prolungamento "verde" della spiaggia. Certo, ne resta libera una piccola porzione fronte mare e poi il lungofiume ma il cuore del parco, l'area più gettonata soprattutto nei giorni di festa, diventerà offlimits. Il gestore di una delle baracchine racconta che quando ha visto paletti e rete non ci voleva credere: «E non è certo perché ci danneggia, a noi non cambia niente, qui si arriva dalla strada e i clienti verranno lo stesso. Ma mi dispiace come livornese perché per anni e anni ho visto quel prato pieno di gente, era una bella situazione. Invece ora tutto chiuso, mi sembra davvero una cosa assurda, come hanno potuto permetterla. Potevano almeno lasciare libera questa parte di prato...». Ma il gestore della baracchina non è certo l'unico a schierarsi contro questa metamorfosi della zona. Nel giro di una settimana infatti si è organizzato un gruppo di cittadini che ha scritto una petizione al sindaco e raccolto già quasi duecento firme. Firme di gente che abita da quelle parti ma anche di chi, convinto di poter trascorrere qualche ora di tempo incerto sul prato per far giocare i bambini o passeggiare il cane, si è trovato davanti lo sbarramento. I firmatari della petizione, che pubblichiamo qui accanto, ci tengono a far sapere che loro non sono assolutamente contro il campo da

golf che ma contro l'inclusione del "campone" nel progetto, anche perché proprio in questa area l'amministrazione ha investito una bella cifra qualche anno fa. Marco è fermo al di qua del fosso (per altro miracolosamente ripulito) là dove c'era il ponticello per andare al prato e ora c'è la recinzione. Al guinzaglio un bellissimo cane corso. «Non ci posso credere... Ma siete sicuri che non è provvisorio. Secondo me è solo per il periodo dei lavori, poi almeno qui riaprono. Ci vengo tutti i pomeriggi con Zeus, siamo un gruppo e ci ritroviamo sempre qui. Ero fuori Livorno e questa è proprio una brutta sorpresa». Si appassiona alla questione anche Francesco Renda, segretario della sezione La Rosa - Livorno Sud di Rifondazione Comunista. E racconta che ha scritto insieme a molti altri una lettera al sindaco Nogarin: «Questo è uno degli ultino spazi "vergini" della nostra città che non è stata debitamente informata e coinvolta nel merito del progetto e men che meno consultata sulle possibili destinazioni d'uso alternative di quell'area».. Anche Renda ci tiene a precisare che in discussione non è questo piccolo campo da

golf (nove buche, di fatto una struttira destinata soprattutto ai principianti) che peraltro prevede l'assunzione di alcuni lavoratori in esubero della ex Labronica Corse «ma il fatto che il progetto non tenga assolutamente conto degli interessi pubblici che si incontrano nella zona. E poi è estremamente ingiusto imporre la costruzione di un campo da

golf in una città sempre più povera, senza che l'amministrazione comunale abbia da dire niente sull'imposizione di un investimento compensativo per la collettività che possa mantenere libera e fruibile almeno una porzione di quell'area».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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