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Livorno

M5S contro Gallanti: prenda atto dell’indicazione del consiglio

 M5S contro Gallanti: prenda atto dell’indicazione del consiglio

Privatizzazione Porto 2000, i grillini al presidente della Port Authority: «Si dedichi al suo lavoro che è quello di far rispettare le regole. Noi rappresentiamo la volontà di cambiamento della città»

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LIVORNO. I toni non si placano, anzi. Si fanno scontro non solo frontale, ma quasi personale. Con una tensione che ora, tra il gruppo consiliare a 5 Stelle e il presidente Giuliano Gallanti (dunque, semplificando, tra il braccio politico dell’amministrazione comunale e l’Autorità portuale) si taglia col coltello. Come in una serie a puntate dove, però, il set sono le istituzioni, i venti rappresentanti del M5S rispondono al numero uno di Palazzo Rosciano, che il 31 luglio – già rispondendo a una nota diffusa a mezzo stampa – aveva bacchettato i grillini capaci di «infarcire di strafalcioni tecnico-giuridici da matita rossa» il loro documento sulla Porto 2000.

Gallanti aveva subito fatto notare ai 5 stelle che quello di cui si parla è un porto italiano, non livornese. «Anche se a livello legislativo corrisponde a realtà – partono da qui i grillini – per noi livornesi il porto rappresenta una parte fondamentale delle tradizioni oltre che parte integrante dell'economia cittadina, quella stessa più volte lapidata sotto innumerevoli decisioni errate o perlomeno discutibili da parte della stessa Port Authority».

Ed ecco la prima stoccata: «In tema Porto 2000, siamo rimasti alquanto sorpresi di come a Gallanti siano sfuggiti alcuni dati pubblicati da fonti ufficiali e riportati dal Tirreno il 17 aprile, dai quali si evincono dati di bilancio apparentemente positivi, nonostante una decrescita costante negli anni». A Gallanti, che aveva parlato di errori da matita rossa, rispondono con questo capitoletto: «Dalla consultazione si arguisce che un campanello d'allarme sugli indicatori di traffico e di bilancio si fosse già evidenziato dall'esame dei dati dell'esercizio 2009. Il Roi (indicatore di Redditività e di ritorno sull'investimento) evidenzia una riduzione dal 14,3% fino alla soglia dei 10 punti, mentre il Roe (Return on equity), ovvero la capacità di remunerare il capitale di rischio investito dai soci, risulta dimezzato, passando da un valore del 20,7% a quello del 10,7%, dopo aver registrato picchi anche del 46%. Non vorremmo dilungarci oltre citando, ad esempio, i cali dei margini operativi lordi o quelli relativi ai redditi operativi … beata ignoranza!».

Di fronte a questi dati, scrivono dal gruppo, «non ci si giustifichi adducendo come scusa che a La Spezia sono stati più bravi o che i nostri piani di intervento infrastrutturale non hanno trovato concreta applicazione. Si abbia l'umiltà e il buon senso di prendere atto di scelte passate, di natura economico-finanziaria, che per disattenzione o incapacità, non avendo avuto il giusto monitoraggio, hanno prodotto i risultati che vediamo».

Gallanti, dopo il via libera alla vendita della maggioranza delle quote di Porto 2000, oggi pubblica, ha sottolineato che il comitato portuale (che ha dato l’ok all’unanimità, se si esclude il sindaco) non è il consiglio comunale e che anch’esso rappresenta la città: dalle imprese ai sindacati. Ma «ci risulta strano – gli rispondono dal M5S – sentire da parte di un ex vicepresidente della giunta ligure, ex presidente del consiglio regionale, ex presidente dell'Autorità portuale di Genova dal 1996 al 2004, ex vicepresidente e poi presidente Espo, che il consiglio comunale, eletto dalla cittadinanza, non la rappresenti! Ci risulta ancora più strano che a dirlo sia un avvocato che, per gran parte della carriera, ha ricoperto incarichi pubblici».

«Invitiamo Gallanti – vanno a dritto – i vari organi di gestione e il comitato portuale a prendere atto dell'indirizzo del consiglio comunale che, volente o nolente, rappresenta l'espressione della volontà di cambiamento dei cittadini. Che tale indicazione echeggi negli uffici preposti al bando». E alla fine si rivolgono al presidente così: «Signor Gallanti, si dedichi al suo lavoro, che è quello di far rispettare le regole, la sicurezza e di far sviluppare le infrastrutture e consenta ai rappresentanti del consiglio e alla giunta di essere rappresentanti delle istanze di tutti i cittadini e non dei soliti gruppi di potere. La credibilità, caro signor Gallanti, si misura sulle azioni prodotte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web