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Casalp, rinviata la nomina dell’amministratore unico

Casalp, rinviata la nomina dell’amministratore unico

Tensione tra i Comuni: un fronte capitanato da Cecina chiede a Nogarin il Cda Lippi: «Siano rappresentati i territori». Convocata la Conferenza dei sindaci

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LIVORNO. Salta la nomina dell’amministratore unico di Casalp. Tutto rimandato a settembre. Quando non è affatto scontato che si continui a parlare di amministratore. Il motivo? Ieri a Palazzo Civico si è riunito il Lode, il “parlamentino” della società, formato dai rappresentanti dei venti Comuni che la possiedono (quello di Livorno ha circa il 70% ). Nella convocazione si parlava di nomina dell’amministratore unico e di definizione del bando tra i dipendenti comunali per decidere il nuovo direttore.

Ma un fronte di municipi, con in prima linea il Comune di Cecina guidato dal sindaco (ed ex segretario Pd), Samuele Lippi, ha chiesto al pentastellato Filippo Nogarin di nominare il consiglio di amministrazione con il presidente, quindi non più l’amministratore unico. Di fatto una chiara rivedicazione di una maggiore rappresentanza dei territori. Che, tra l’altro, per la prima volta hanno un colore politico diverso dal capoluogo...

«Penso che sia giusto – conferma Lippi – che all’interno di Casalp, che è la società provinciale che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico, ci siano anche rappresentanti del territorio. Ho parlato con il sindaco di Livorno prima della riunione, gli ho detto che secondo me è opportuno che ci siano almeno un rappresentante della Val di Cecina e uno della Val di Cornia». «So bene – aggiunge – che Livorno ha la maggioranza, ma stiamo parlando di una società di tutti». Echiosa: «Sgombriamo subito il campo: per me chi è nel Cda può avere anche un’indennità pari a zero, non è questo il punto. Ripeto: sia rappresentata adeguatamente la provincia». Come a dire al collega a cinque stelle: non decidi da solo.

Nessuno lo dichiara apertamente, ma è chiaro che la partita è anche politica. Si sa che nel corso della riunione non sono mancati momenti di tensione. Nogarin smorza i toni: «Convocheremo una conferenza dei sindaci per capire bene pro e contro della soluzione proposta». Ovvero ritorno al Cda. Ma dice anche che «c’è il Lode, già di per sé è un consiglio di indirizzo, quindi di fatto il cda è una duplicazione».

«Valutando il rapporto costi benefici – ripete – mantenere solo l’amministratore è secondo me la soluzione migliore. Faccio presente che era già così quando sono arrivato... Comunque niente toglie di mettersi intorno al tavolo».

Alcuni Comuni, nel corso della discussione, hanno fatto capire che una via di uscita potrebbe essere trovata in caso di riconferma dell’attuale amministratore unico, Stefano Taddia, che giovedì aveva già preparato i bagagli. «Sono stato io a proporre in conclusione anche questa ipotesi – controbate Nogarin – però mi riservo di valutarla insieme ad altre...». Intanto Taddia continuerà a guidare la società almeno fino alla Conferenza dei sindaci, a settembre. Mentre in Comune è ancora attesa la nomina dell’assessore al bilancio.

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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