Sicurezza
Ora Msc si “compra” una banchina
La compagnia entra in porto acquisendo il 33% del terminal Lorenzini. In attesa che arrivi il bando per Porto 2000... L’investimento del colosso svizzero rappresenta un segnale di vitalità del nostro scalo. Anche se da oggi si aprirà un difficile fronte di concorrenza interna sui contenitori
LIVORNO. Alla fine i rumors che da mesi si rincorrevano sulle banchine si sono trasformati in realtà e presto si trasformeranno in teu: la Msc mette un piede nel nostro porto, entrando ufficialmente nella compagine di Enio Lorenzini, terminalista che da quasi quarant’anni abbina il suo nome ai traffici della calata Addis Abeba.
Ad alzare i calici, oltre a Lorenzini e al suo socio Ugo Grifoni, è anche tout court (o quasi) lo scalo livornese. Perché se un armatore delle dimensioni di Msc - il numero due al mondo nel cargo - decide di mettere radici da queste parti, vuol dire che vede prospettive nel domani e anche nel dopodomani del nostro porto.
In questa acquisizione insomma va letto anche un segnale al nostro scalo e al pessimismo che da molto, troppo tempo lo contraddistingue, ben supportato purtroppo dai grigi numeri di molti settori, quasi di tutti forse, a parte la cellulosa e i rotabili.
E considerato che fino a poco tempo fa lo spettro della maxi alleanza P3 Maersk, Msc e Cma-Cgm aleggiava come un incubo su Livorno (che rischiava di restar tagliata fuori dalle grandi direttrici mondiali dei traffici), ora che Msc “si compra” addirittura un pezzo di porto (o almeno di concessione), sembra davvero che d’improvviso si intraveda la luce in fondo al tunnel.
C’è anche chi non festeggia, come scrivevamo: perché da oggi, ufficialmente, al terminal Lorenzini si faranno anche contenitori. Che in realtà già si facevano (accanto al multipurpose), e proprio con Msc, ma non in maniera preponderante, mentre adesso diventeranno quantomeno coprotagonisti degli sbarchi alla calate Lucca e Neghelli. Con un problema di concorrenza interna che prima o poi esploderà: perché il rischio-doppione con la Darsena Toscana è evidente e potrebbe alla lunga diventare conflittuale.
Ma la partita - per quanto l’accordo tra Lorenzini e Grifoni con Aponte ad oggi sia incentrato sul traffico merci - non può non essere inquadrata in un’ottica più ampia. Quale? La risposta è facile facile: Msc infatti fa cargo ma fa anche crociere e questa seconda anima dell’armatore ginevrino-partenopeo potrebbe riproporsi con forza nella corsa che presto si aprirà per la privatizzazione di Porto 2000.
Insomma, non è fantacalcio abbinare l’investimento di Msc in Lorenzini come primo tempo di un match ben più lungo che potrebbe coinvolgere anche il traffico crocieristico e la gestione di tutto quel business che è rappresentato dal mondo passeggeri.
Va detto che oltre a radio-porto, c’erano stati segnali importanti, finanche istituzionali, che avevano ufficializzato l’interesse dell’armatore italo-svizzero verso Livorno (sponda merci) e che ora lasciano prevedere altri passi sul settore crociere.
Poco più di due mesi fa - era il 23 maggio - la compagnia aveva firmato a Firenze un accordo di programma in Regione col governatore Rossi, l’ex sindaco Cosimi e il numero uno dell’Authority Gallanti, nel quale si impegnava a garantire, a regime, un incremento del proprio traffico di contenitori di almeno il 40%, ovvero 32mila container in più l'anno rispetto ai circa 80mila movimentati nel 2013. L’entrata nella Lorenzini srl rappresenta la chiusura di quel cerchio.
Ma il 23 maggio Msc aveva aperto anche un altro cerchio, iniziato a disegnare in realtà già un po’ prima, quando a inizio anno aveva annunciato il ritorno delle crociere a Livorno, addirittura con l’ammiraglia Msc Splendida (dopo la fuga a gambe levate di due anni fa). Quel giorno a palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, il direttore di Msc Michele Bordiga, aveva sottolineato come l’intesa sul traffico merci potesse esser «foriera di possibili positivi sviluppi anche nella presenza a Livorno sul versante delle navi da crociera e del trasporto dei passeggeri». Anticipazioni che potrebbero trovare un completamento in un’eventuale scalata a Porto 2000. Nelle vesti di terminalista oltreché d’armatore.
@giucorsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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