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Livorno

COSTALLI AI GRILLINI: “il diritto e’ ostico”

«Ma la Camera di Commercio non è subordinata al Comune»

LIVORNO. «Si può serenamente affermare che non sussiste, né di fatto né tantomeno di diritto, un vincolo di subordinazione gerarchica o funzionale della Camera di Commercio nei confronti del Comune...

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LIVORNO. «Si può serenamente affermare che non sussiste, né di fatto né tantomeno di diritto, un vincolo di subordinazione gerarchica o funzionale della Camera di Commercio nei confronti del Comune di Livorno». Sergio Costalli, presidente dell’ente camerale, ha lasciato decantare gli attacchi dei consiglieri grillini per due giorni (uno in più di Gallanti). Poi ha deciso di replicare anche lui, alle accuse di sordità rispetto alla volontà popolare nella grande partita di Porto 2000. «La Camera di Commercio è un ente autarchico», ricorda Costalli in una lettera al Tirreno, costellata di riferimenti normativi e diretta ai consiglieri del M5s.

Con toni così formali da render bene l’idea della distanza - al punto da usare il pluralis maiestatis, anche in nome di una rappresentanza di tutto il mondo dell’impresa - ma non per questo meno pungenti, Costalli ricorda di «aver cortesemente fornito alle competenti commissioni comunali, nel corso di apposita audizione alla quale abbiamo di buon grado aderito, ogni e qualsiasi spiegazione richiestaci in merito alle deliberazioni assunte dalla giunta camerale in relazione all'annoso problema della Porto 2000, dalla Camera partecipata in forma minoritaria. Per questo - aggiunge - non si comprendono oggi i motivi che hanno spinto il gruppo consiliare di attuale maggioranza ad insinuare dubbi sulla correttezza dell'operato della Camera e dei suoi rappresentanti. Dubbi ed illazioni gettati ingenerosamente contro la comunità delle imprese».

Il numero uno della Camera di Commercio continua: «Si comprendono ancor meno le reali motivazioni quando emerge invece chiaramente che la posizione assunta dalla Camera di Commercio consiste in una proposta di estrema apertura e disponibilità, al di fuori degli ideologismi, per dare soluzione ai problemi della Porto 2000, dei suoi dipendenti e dell'assetto più generale del porto di Livorno. Soluzione da noi auspicata e voluta con il fine di evitare anche una rottura definitiva, in merito all'argomento trattato, tra i diversi livelli istituzionali interessati».

Poi, senza spingersi sui toni di Gallanti, anche Costalli sottolinea certe “incongruenze” tra le normative e le affermazioni dei grillini. «Ci rendiamo conto che sia il diritto amministrativo quanto il diritto societario siano materie alle volte ostiche, con interpretazioni non sempre convergenti. Auspichiamo tuttavia che il complesso dei "migliori" venga meno una volta per tutte anche nella nostra città: in democrazia la maggioranza non detiene la verità, più semplicemente ha il diritto e il dovere di governare fino a quando, a sua volta, non sarà più tale».

Poi il messaggio finale: «Auspichiamo che nel prosieguo possa aversi e manifestarsi una più fattiva collaborazione tra l’ente locale e Camera di Commercio, ovviamente nel reciproco rispetto delle diverse competenze e dei diversi ruoli. Perché se le parole sono pietra, a nostro avviso, dovrebbero essere utilizzate per costruire un più solido edificio per il nostro vivere civile quotidiano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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