Gioco
La città piange una grande persona: “Ci mancherai”
Il cordoglio del sindaco Nogarin, di associazioni e personaggi della cultura. Effetto Venezia lo ricorda con un minuto di silenzio prima degli appuntamenti
LIVORNO. Ecco alcuni comunicati e dichiarazioni che esprimono cordoglio per la morte di Franco Ferrucci:
Il sindaco Filippo Nogarin: Con Franco Ferrucci non scompare solo uno storico libraio e un valido editore e neppure un prestigioso operatore culturale. Con Franco scompare l’anima nobile della cultura livornese. E la nobiltà più che nella sua cultura e nella sua passione per l’editoria risiedeva nel suo disinteressato amore a far innamorare gli altri della cultura e soprattutto nel promuovere le intelligenze altrui. Curioso, ironico, sagace lascia un vuoto certamente difficile da colmare ma al tempo stesso ci consegna l’eredità più preziosa: l’amore per i libri. Ha collaborato molto anche con il Comune per manifestazioni di grande interesse e spessore culturale: tra tutte ricordiamo “Mangiarsi le parole”, “Eden” e il recente programma di presentazione di autori a Villa Maria.Ricorderemo sempre quella sua spontanea cordialità che aveva trasformato gli ambienti della libreria in luoghi di incontri, di scambi di idee e di elaborazione di progetti editoriali. Luoghi semplici di vita culturale vissuta. Io personalmente, da appassionato lettore e frequentatore della sua libreria, ricorderò sempre le lunghe chiacchierate con Franco, i suoi sempre azzeccati consigli letterari, la sua simpatia e le sue battute pungenti, i suoi guizzi e la saggezza di chi conosce bene la vita.
Alfonso Maurizio Iacono (Università di Pisa): Conoscevo Franco da anni. Mi piaceva, mi piaceva moltissimo. Aveva un grande entusiasmo per quello che faceva, ma non perdeva per questo il senso critico. Il suo sorriso e i suoi occhi tradivano un velo di malinconia, ma era proprio il connubio di entusiasmo e senso critico avvolti in quel velo che mi piaceva. Per lui i libri, il sapere, la cultura erano una festa, una specie di tavola calda dove ci potevano stare insieme il caviale e il panino con la mortadella. E in fondo i libri sono o dovrebbero essere un po’ tutto questo, una strana, meravigliosa mescolanza tra saperi diversi che stanno lì accatastati sugli scaffali, con un ordine e milioni di parole scritte, ciascuna delle quali evoca i milioni di milioni di parole che sono state dette, cge saranno dette e che non sono state ancora scritte. Franco tutto questo lo sapeva. E Livorno condiva i libri con l’odore di salmastro. Franco, romano trapiantato qui, sapeva anche questo. Lo incontravo alla Gaia Scienza e da ultimo alla nuova libreria, ma anche al Book Festival di Pisa come piccolo editore. Le persone come lui sono la speranza di salvezza in un mondo che fondamentalmente disprezza i libri non perché sarebbero obsoleti o superati dagli ebook (anche gli ebook sono libri), ma perché rappresentano universi che costringono le donne e gli uomini a guardare oltre se stessi non nel tempo del qui e ora, non nell’immediatezza ma nel legame che faticosamente sussiste tra esercizio della memoria e desiderio di futuro. E’ stato un onore conoscerlo
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea: “L'Istoreco apprende con profondo dolore la scomparsa di Franco Ferrucci, figura insostituibile nel panorama culturale cittadino. Alla creatività, alla passione, all'attivismo di Franco si devono molte delle iniziative più interessanti negli ultimi anni per animare la vita culturale livornese. Il dinamico movimento di idee e scambi intellettuali che ha saputo creare attorno alle sue librerie, la Gaia Scienza prima e la Erasmo più di recente, l'impegno costante nel dar vita a nuove iniziative editoriali, la capacità di scovare e valorizzare le risorse culturali della città, raccontano il suo ruolo di propulsore di energie culturali e testimoniano, nel contempo, il suo profondo amore per Livorno e i livornesi. Una figura che mancherà molto, ma un eredità e un metodo che la città ha il dovere di raccogliere e valorizzare. Il direttore Catia Sonetti, il presidente Gabriele Cantù e tutti i collaboratori dell'Istoreco esprimono tutto il loro cordoglio e la vicinanza alla famiglia.
Sel Livorno: E' una notizia che ci gela... E' morto Franco Ferrucci; non un semplice "libraio", come si dice a Livorno, ma un operatore culturale che ha cambiato nella nostra città il ruolo delle librerie trasformandole in punti di vera e propria crescità culturale collettiva, e non solo di un percorso individuale pur importante. Era la sua concezione della cultura: che aveva cominciato a trasmetterci dai tempi dell'Agenzia Einaudi in Piazza della Repubblica, poi con la rivoluzionaria esperienza della Gaia Scienza e che Franco continuava con Erasmo, l'ultima sua creatura. Non era solo marketing: ci ricordiamo gli interventi appassionati a molte presentazioni di libri con gli autori. Livorno è oggi più povera. Ciao Franco
Franco Sumberaz (professore di storia dell'arte): "Un uomo gentile, colto, disponibile… La sua morte mi riempie di tristezza, riposa in pace".
Effetto Venezia: Giovedì sera Effetto Venezia ricorderà Franco Ferrucci con un minuto di silenzio sui palchi principali della manifestazione. Un tributo che la città di Livorno, su indicazione del sindaco Filippo Nogarin, intende rivolgere a Franco Ferrucci, l'editore livornese deceduto. Il nome di Franco Ferrucci sarà ricordato sul palco principale di piazza del Luogo Pio, in Fortezza Vecchia, alla circoscrizione 2, nella sala Austral, prima dello svolgimento di ogni iniziativa.
Il direttivo di "Buongiorno Livorno": Apprendiamo con sconcerto e con dolore la notizia della scomparsa di Franco Ferrucci. Franco ha rappresentato per decenni un punto di riferimento culturale a Livorno: con la libreria Gaia Scienza e con la più recente esperienza della libreria Erasmo ha messo al centro il libro e la sua promozione e diffusione, andando ben oltre le finalità meramente commerciali. Non una semplice libreria, ma uno spazio aperto, una piccola "agorà" per favorire interazioni e scambi: un centro culturale permanente. Non va dimenticato come Franco abbia caparbiamente e coraggiosamente portato avanti l'esperienza di una casa editrice particolarmente attenta agli autori locali, molti dei quali poco conosciuti o del tutto nuovi.
Franco era socio di Buongiorno Livorno, simpatizzante della prima ora e ha sempre manifestato interesse e curiosità verso la nostra realtà, concretizzata anche nella ospitalità presso la libreria Erasmo di diversi incontri da noi promossi (molti dei quali finalizzati alla conoscenza e alla realizzazione del programma di coalizione a sostegno di Andrea Raspanti candidato sindaco).
Consapevoli di una perdita enorme per l'intera città, salutiamo Franco ed esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alla famiglia.
Le donne dell'Associazione Evelina De Magistris: Franco era un libraio, antico amato mestiere. Conosceva i libri, li consigliava, li promuoveva; li amava. Un libraio non è colui che vende i libri, è colui che desidererebbe mettere i libri a puntello e a nutrimento delle conversazioni, delle idee, degli scambi, dell’istruzione, della vita sociale e politica. Franco era così. Ne ricordiamo gli interventi appassionati e competenti che spesso svolgeva durante la presentazione dei testi, le molte scrittrici ed i molti scrittori che ha portato in città, l’opera di promozione editoriale. Ricordiamo l’amico a cui ci siamo rivolte per anni per avere ospitalità e sostegno nell’organizzazione di incontri e di mostre, nella presentazione di libri. Ne ricordiamo la disponibilità ed il sorriso, la gentilezza, l’ironia, la cultura. Addio Franco, ci lasci un rimpianto infinito. Un abbraccio forte a Gigliola e tutte le nostre condoglianze al figlio ed alla madre.
I colleghi della Mds Edizioni: Sara Ferraioli, Fabio Della Tommasina, Carmine Santangelo ed Elena Sbrana della casa editrice MdS e della rivista manidistrega apprendono sgomenti della scomparsa di Franco Ferrucci. Maestro libraio ed editore oltre che uomo sensibile ma coraggioso. Ancora increduli mandiamo un forte abbraccio a Gigliola con la quale proprio ieri sera condividevamo una presentazione ad Effetto Venezia. Ricorda John Donne che ogni morte di un uomo ci diminuisce perché partecipiamo della stessa umanità. Con Franco Ferrucci piangiamo anche la perdita di un riferimento professionale.
Mario Tredici (ex assessore alla cultura della Provincia): Con Franco Ferrucci ho perso un amico vero di quelli che lasciano il segno. La città perde un colto, audace, vulcanico operatore culturale che ha animato e arricchito identità e senso politico-culturale di tutti noi. Amava il suo lavoro, l’editoria, con una passione e una libertà mentale e culturale rare. Era un punto di riferimento obbligato per tutti quanti avevano interesse per l’editoria e la cultura. Provo un grande dolore per la sua improvvisa scomparsa e mi unisco ai tanti amici che si stringono fraternamente a Gigliola e Alessandro per questa perdita irreparabile.
Alessandro Trotta (Prc, Lista Sinistra Unita per il lavoro): Livorno perde un prezioso operatore di cultura, uno dei rari editori locali generosamente impegnato a ripercorrere il solco di un'arte aurea di questa città dal XVIII sec. ad oggi. Un fine scopritore di storie e di giovani scrittori. Un appassionato di Livorno e per Livorno. Un uomo autenticamente di sinistra, della parte migliore della sinistra del nostro paese.Avremmo avuto ancora bisogno di lui per tirare tutti insieme fuori la nostra città dalla crisi che sta vivendo... Una crisi che è innanzitutto culturale e che proprio per questa sua natura culturale non può prescindere, prima di tutto, da energie, intelligenze ed esperienze come quella di Franco Ferrucci. Ciao Franco, che ti sia lieve la terra!
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