Il Tirreno

Livorno

Gli italiani mangiano sempre meno frutta e verdura

di Federico Sanjust
Gli italiani mangiano sempre meno frutta e verdura

Coldiretti: nel 2014 meno di un chilo al giorno per famiglia Il crollo è intorno al 30 per cento rispetto agli ultimi 15 anni

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La Coldiretti torna a lanciare l’allarme sul crollo dei consumi di frutta e verdura da parte degli italiani. Un crollo quantificabile intorno al 30 per cento rispetto agli ultimi 15 anni per un quantitativo che nel 2014 è sceso addirittura ben al di sotto del chilo al giorno per famiglia, un valore inferiore a quelli raccomandati dal Consiglio dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’allarme della Coldiretti è riassunto in un Dossier dal titolo: «Frutta e verdura dai campi alla tavola nel 2014».

«Si tratta degli effetti – sottolinea la Coldiretti – della spirale recessiva tra deflazione e consumi che sta mettendo a rischio le imprese e la salute consumatori, in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione».

Nel primo semestre del 2014, precisa l’organizzazione agricola, i consumi di prodotti ortofrutticoli da parte degli italiani sono scesi del due per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando complessivamente durante tutto l’anno sono stati acquistati poco più di 7,8 milioni di tonnellate di ortofrutta, divise tra 4,2 milioni di tonnellate di frutta e 3,6 milioni di tonnellate di ortaggi.

Secondo il rapporto Istat-Cnel 2013 sul benessere in Italia solo il 18,4% della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l’assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante.

Il calo è ancora più preoccupante per bambini e adolescenti. La Coldiretti presenterà al governo una serie di proposte per interventi che diano al settore migliori prospettive: una corretta riconversione delle varietà; il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata; la regolamentazione sul commercio in materia di confezionamento che riduca i costi evitando il moltiplicarsi di formule diverse; lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare le situazioni eccezionali; la progettazione di nuove forme assicurative multirischio che comprendano le situazioni di crisi; l’esclusione della frutta più facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella Grande distribuzione organizzata, maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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