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«Svendita nata dai silenzi della vecchia giunta»

«Svendita nata dai silenzi della vecchia giunta»

Buongiorno Livorno ora punta sul bando: venga sottoposto a una discussione in consiglio comunale

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LIVORNO. «Questa scelta è stata resa inevitabile solo dalla non-volontà politica delle amministrazioni precedenti, sempre silenziosamente concordi con il processo di dismissione e svendita del pacchetto di quote pubblico». Così il direttivo e il gruppo consiliare di Buongiorno Livorno giudica gli esiti del comitato portuale sulla privatizzazione di Porto 2000.

«La decisione era prevedibile, se non ormai scontata. Il nostro impegno è stato fin dall'inizio, nel rispetto dei ruoli, rivolto a dare risalto alla dimensione politica della discussione, oltreché a sottrarre la materia portuale ai tecnicismi e alle asperità gergali che la rendono opaca e impermeabile agli sguardi dei cittadini comuni», dicono i buongiornini.

Per quanto riguarda le posizioni espresse dal consiglio comunale, «la posizione del sindaco Nogarin era il risultato di un processo partecipativo che ha visto la convergenza di forze politiche diverse verso un obiettivo comune. Un fatto non scontato che avrebbe meritato una maggiore considerazione in sede di discussione».

Ora, dicono a Buongiorno, bisogna guardare avanti, al bando: «La nostra attenzione è tutta sul capitolato di gara, che chiediamo venga sottoposto a una valutazione approfondita da parte del consiglio comunale, con l'auspicio che in questo caso il parere dell'assemblea elettiva, su una questione che inciderà profondamente sulle condizioni di molti lavoratori,possa venire preso in seria considerazione dal comitato portuale stesso. Riteniamo imprescindibile che siano incluse specifiche clausole a salvaguardia dei livelli occupazionali e degli interessi del territorio, per il cui sviluppo economico la Porto 2000 riveste un ruolo strategico di cui ormai è difficile sottovalutare l'importanza».

Del capitolato dovranno far parte anche, secondo il direttivo di BL, gli impegni previsti dal piano operativo triennale relativamente alla costruzione, a carico del nuovo socio, del nuovo porto passeggeri e criteri di valutazione dei partecipanti alla gara che accordino maggior punteggio al piano industriale che non all'offerta economica.

Infine la questione piano regolatore portuale: «Abbiamo già stimolato una comunicazione da parte del sindaco in merito alla variante anticipatrice al piano strutturale e, più in generale, al piano regolatore del porto, condizione imprescindibile non solo per la rivalutazione, in vista della gara, del valore della Porto 2000 ma anche della capacità del nostro scalo di attrarre gli investimenti».

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