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Livorno

Parte la caccia al lavoro illegale in porto

Parte la caccia al lavoro illegale in porto

Un software messo a punto dall’Authority per salvaguardare l’Alp. In arrivo pesanti sanzioni

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LIVORNO. L’obiettivo è scoprire una volta per tutte chi viola le norme base sul lavoro in porto. Come? Con un nuovo software - messo a punto dai tecnici dell’Autorità Portuale - che aiuterà le imprese a compilare dalla propria sede - utilizzando un semplice computer - un questionario esaustivo sui turni effettivamente lavorati da ogni dipendente e sul numero di ore straordinarie effettuate.

E per chi sgarrerà le sanzioni previste sono pesanti: l'anno scorso l'Authority aveva sospeso le autorizzazioni a sei soggetti. Oggi - se dovessero ripetersi casi simili - le sanzioni potrebbero essere ben peggiori.

«Non vogliamo penalizzare i lavoratori - ha detto il numero uno del porto Gallanti - ma non possiamo permettere che la condotta illecita di certe imprese si ripercuota sulla competitività del nostro Porto».

Il bersaglio di palazzo Rosciano è l'interposizione di fornitura nella manodopera e dunque l’utilizzo in modo illecito di personale e mezzi di soggetti terzi piuttosto che di quelli della società di lavoro temporaneo Alp.

Anche per questo motivo, il 24 aprile del 2013, era stata promulgata un’ordinanza, la numero 9, con la quale si chiedeva ai soggetti interessati di far pervenire all'Autorità Portuale, giornalmente e prima dell'inizio dei vari turni, gli avviamenti del proprio personale operativo addetto allo svolgimento delle operazioni portuali di carico, scarico, trasbordo, deposito e movimentazione delle merci.

A distanza di tre mesi dalla sua promulgazione i dati raccolti dall'Authority sono risultati ancora parziali, e questo nonostante la maggior parte delle imprese - 12 su 19 consultate - abbia risposto affermativamente alle richieste di chiarimento. Da qui il ricorso alla tecnologia per velocizzare e rendere ancora più efficace l'indagine promossa dall'Autorità Portuale.

Il software avrà un periodo di rodaggio, al termine del quale, diventerà obbligatorio per ogni impresa fornire i dati richiesti al momento dell'avviamento di ogni turno lavorato. Nella rilevazione troveranno spazio informazioni come data, turno e luogo di lavoro (nave, area, deposito). E poi le attività da svolgersi, la tipologia merceologica e la quantità complessiva da movimentare, i nominativi dei dipendenti avviati, i nominativi dei dipendenti dell'agenzia fornitrice di lavoro portuale temporaneo eventualmente utilizzati.

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