Il Tirreno

Livorno

Lavoratore modello e padre di tre figli

di Lara Loreti
Lavoratore modello e padre di tre figli

La preoccupazione dei colleghi e del titolare della ditta Te.ca.ci di Salviano, dove Grimaldi lavora da otto anni

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LIVORNO. Un lavoratore esperto, impeccabile, appassionato e professionale nella sua specialità, quella di tubista. Così viene descritto Isidoro Grimaldi, 47 anni, dai suoi colleghi, che non si spiegano come sia stato possibile un incidente del genere. «È stata una fatalità: è la prima volta in 40 anni che ci capita un infortunio di questa gravità», dice scuotendo la testa Alessandro Citi, uno dei soci titolari della Te.ca.ci, la ditta di costruzione e installazione di distributori di carburanti, di cui Grimaldi è dipendente. A Salviano, dove ha sede l’azienda, si respira un’aria di grande preoccupazione, ma anche di speranza per la salute del 47enne: «Ci hanno detto che è grave ma noi speriamo tanto che non rischi la vita», dice Alessandro Citi con lo sguardo angosciato.

La ditta, fondata nel 1961, dal 1966 si trova in via Boccherini 24, in un grande ed elegante capannone appena ristrutturato. Prima stava in via Paoli, dove sorgeva un piccolo magazzino, poi, per qualche anno, si era trasferita all’Ardenza. «Siamo stati i primi a costruire un capannone qui, e nel tempo ci siamo espansi - spiega Citi - Abbiamo una grande esperienza nel settore e Grimaldi è uno dei nostri uomini migliori: lavora con noi da otto anni». Oggi la Te.ca.ci è gestita da Citi, Riccardo Testa e Stefano cambi e ha 17 dipendenti.

Nato a Catania nel gennaio di 47 anni fa, Isidoro abita in città da una vita: risiede con la moglie Fulvia Bardi e con il figlioletto di 7 anni in via Eugenia, nel quartiere di San Marco. Padre di tre figli - insieme al piccino ci sono altri due maschi grandi, di 19 e 23 anni - Grimaldi s’è ambientato benissimo a Livorno, pur non avendo mai perso le radici siciliane. Spesso infatti si reca nella sua bellissima città natale, Catania, a trovare i parenti.

Ieri mattina, come accade da due mesi a questa parte, Isidoro stava lavorando in un cantiere tra Pietrasanta e Forte dei Marmi alla ristrutturazione di un distributore di benzina. Con lui c’era il collega Valerian Cosneanu, moldavo, da anni residente in città con la famiglia. I due stavano costruendo i tubi da applicare alle cisterne della vecchia pompa di benzina, in fase di restauro. Lo spiega Citi: «Si tratta di un appalto che abbiamo preso un paio di mesi fa e che dovrebbe durare almeno altrettanto. Di solito, questo tipo di lavoro è abbastanza lungo. Grimaldi, in questo ultimo periodo, è stato quasi sempre utilizzato lì, proprio per la sua esperienza di tubista. Nel momento in cui è avvenuto l’incidente, le cisterne erano già state svuotate dal carburante residuo e riempite di acqua. Ma essendo vecchie e già usate, è possibile che vi sia rimasto qualche vapore. Isidoro stava lavorando con la strumentazione particolare specializzata, quando c’è stata una scintilla, e lui è stato investito da una grossa fiammata. Il collega è subito intervenuto per aiutarlo mentre arrivava l’ambulanza. Lui è sotto choc».

Appena la notizia dell’infortunio è arrivata a Livorno, dalla sede di Salviano un altro socio è partito per la Versilia per informarsi sulle condizioni di Grimaldi e per collaborare alle indagini delle forze dell’ordine. «Ci siamo subito messi in allarme: questa notizia ci ha sconvolto - aggiunge Citi - io sono qui da solo, ma il mio telefono squilla ogni due minuti».

La preoccupazione più forte è per le condizioni di salute di Grimaldi. «Isidoro ha ustioni per l’80-90 per cento del corpo: le sue condizioni sono gravi, per questo è stato trasferito al Centro grandi ustionati di Pisa. Però ci hanno detto che è sempre stato cosciente: speriamo bene». Il 47enne, infatti, è stato messo in coma farmacologico dai medici, per evitare che fossero compromesse le funzioni vitali.

Ora la Te.ca.ci si aspetta una serie di controlli sulla sicurezza del lavoro. «Noi siamo sempre stati molto scrupolosi sulla sicurezza - conclude Citi - i nostri operai indossano sempre la maschera. Siamo pronti a collaborare con le forze dell’ordine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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