Il Tirreno

Livorno

IL COMMENTO / Quella voglia di terra e shopping

di Cristiana Grasso

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Non sono tutti vecchi. Non sono tutti ricchi e neanche tutti tirchi. Non sono tutti imbranati e intruppati, incapaci di gestirsi da soli una vacanza o una gita. I crocieristi se li conosci non li eviti. Anzi. Li rincorri e li corteggi. Soprattutto se sei commerciante, operatore turistico, amministratore.Perché sai quanto è grande la voglia di chi sbarca nella città di scalo, e qui rimane risparmiandosi stress e spesa delle escursioni, di mettere a frutto anche la sosta meno accattivante, di godersi la pur breve parentesi "a terra", di renderla parte del viaggio. Perché alla fine le tappe sono sette, otto, massimo dieci, e non bisogna buttare via niente. Nelle altre città del mondo dove attraccano le navi da crociera lo hanno capito da tempo: c'è una misera fortezza a Cartagena in Colombia che la nostra Fortezza Vecchia in confronto è la Reggia di Caserta, addirittura sulla nave vendono il tour per visitarla. A Smirne, in Turchia, dal nulla hanno tirato su un villaggio pieno di negozietti e ristorantini, noleggi di auto, bici e motorini. E lo stesso in quasi tutti i piccoli porti, d'Italia, del Mediterraneo, dei Caraibi. Basta poco per conquistare i crocieristi e non perché siano ingenui (molti partono già con mappe e guide scaricate da Internet) ma perché non aspettano altro che rendere memorabile ogni giornata della vacanza. E raccontare poi, ormai in navigazione, a cena, ai compagni di tavolo, come è andata la tappa. Ma i luoghi comuni tagliano le ali ad una intelligente accoglienza. " Non spendono". Spendono quando ne vale la pena e basta vedere quante buste piene di souvenir (ma non solo) passano alla sicurezza quando i passeggeri, in qualunque porto, si rimbarcano sulla nave. "Mangiano sempre sulla nave perché è compreso nel prezzo". Mangiano volentierissimo a terra ma deve valerne la pena. "Non hanno voglia di vedere niente sennò sarebbero andati a Firenze." Hanno tantissima voglia di vedere e di scoprire ma a Livorno, una volta a banchina, trovano taxi che accettano solo corse minimo per Pisa, per il resto bisogna sbattersi, arrivare in piazza Grande e scovare l'ufficio informazioni. Si perde tempo. E chi conosce la vita di crociera sa che il tempo, quando si è a terra e le lancette girano veloci verso l'ora della partenza, è preziosissimo.

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