Il Tirreno

Livorno

Fumogeni e striscioni sotto l’Autorità Portuale

Fumogeni e striscioni sotto l’Autorità Portuale

La protesta dei lavoratori di Porto 2000 contro la privatizzazione, mentre a palazzo Rosciano è in corso il comitato che dovrà decidere il futuro della società che gestisce il traffico passeggeri

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Una sessantina di lavoratori della Porto 2000 si sono radunati lunedì pomeriggio sotto la sede dell'Autorità Portuale sugli scali Rosciano per dire no alla messa in vendita della maggioranza delle quote della società da parte dell'Authority e dunque alla privatizzazione.I lavoratori sono arrivati in corteo dalla stazione marittima. Sotto palazzo Rosciano hanno acceso dei fumogeni e affisso alcuni striscioni in cui si chiedono garanzie per il futuro dei dipendenti, in particolare dei 48 stagionali.

La protesta è proseguita fino alle 17.30 mentre al primo piano della sede dell'Autorità Portuale è entrato nel vivo il comitato portuale che ha discusso proprio del futuro della società.Ad oggi, come noto, Porto 2000 è pubblica (al 72,18% dell'Autorità Portuale, il resto in mano alla Camera di commercio) e gestisce il porto passeggeri sia sul fronte dei traghetti che su quello delle crociere.La legge del '94 impone alle Autorità Portuali di non avere società di gestione e dunque è da almeno dieci anni che la Corte dei Conti mette nero su bianco la sollecitazione perché l'Authority scenda sotto il 50%. È una solfa che va avanti da anni e dunque c'è chi si chiede se l'obbligo di legge sia così obbligatorio. Però a Palazzo Rosciano sono arrivati segnali per cui l'ultimo segnale è stato proprio l'ultimo e poi parleranno i magistrati a suon di atti d'accusa.

Dunque, Gallanti vende. Ma un conto è che venda semplicemente per ottemperare a quest'obbligo (basterebbe il 23% per scendere sotto la soglia del 50% come chiede la normativa) e un altro è cercare di dare un futuro al settore crociere a Livorno. Come? Mettendosi nelle mani di un partner industriale strategico: un gigante internazionale? un'alleanza di operatori locali? un mix fra questo e quello?

Non è un segreto che l'advisor Kpmg - a cui è stata affidata una consulenza per la valutazione della società e dell'operazione - abbia caldamente suggerito a Gallanti di mettere in vendita il pacchetto di controllo facendo uscire la società dal perimetro del controllo pubblico. E aggiunge che non bisogna aver paura di affidarsi ai privati: a tal riguardo, di fronte alla commissione consiliare di Palazzo civico racconta che a Civitavecchia (2,5 milioni di passeggeri) Costa, Msc e Royal Caribbean si dividono al 33,3% la società del porto crociere Crociere 33,3%; a Venezia (1,7 milioni di passeggeri) nel terminal l'Autorità portuale ha solo il 35%, a Napoli (1,2 milioni di passeggeri) l'Authority è al 5% e la maggioranza è in mano a diversi armatori, idem a Genova (800mila passeggeri), dove però la quota dell'Autorità portuale è al 22%.

Ma è altrettanto evidente che c'è una larga fetta della scena politica civica che proprio non vuol saperne della privatizzazione: va da Sinistra Anticapitalista al Comitato di Landi-De Peppo, da Lamberti-Batini a Rifondazione passando per la Rsu dei lavoratori Porto 2000 e la lista potrebbe continuare ancora. Cosa dicono? Soprattutto una cosa: privatizzare con una concessione in scadenza al 2019 e con il Prg ancora da attuare significa fare un regalo grande come una casa ai privati che arrivano, visto che la società è valutata sui 7 milioni di euro.

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di Redazione web