Il Tirreno

Livorno

SCALI CIALDINI IN DEGRADO E NESSUNO FA NULLA

di RENZO CECCARINI

di RENZO CECCARINI Sono un vecchio livornese, che ha amato e ama tuttora la sua città: qui sono nato, qui ho lavorato gran parte della vita, qui abito. Sono orgoglioso di essere livornese. Da quando...

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di RENZO CECCARINI

Sono un vecchio livornese, che ha amato e ama tuttora la sua città: qui sono nato, qui ho lavorato gran parte della vita, qui abito. Sono orgoglioso di essere livornese.

Da quando sono in pensione (20 anni) mi piace girare, oltre che in macchina anche a piedi, alla ricerca di cose nuove e cose passate. In questi giorni sono passato a piedi lungo gli scali Cialdini in direzione sud rasentando la spalletta. Sotto di essa una visione da voltastomaco: tra le auto abusivamente parcheggiatem cumuli di reti da pesca abbandonate da anni, frigoriferi e materiale ferroso in un mare di ruggine, carrelli di supermercati carichi di un po’ di tutto, tra ruote di bici e sacchetti di immondizia di ogni genere, ratti più o meno grossi, centinaia di fazzoletti usa e getta che sono serviti per quel che il lettore può immaginare.

Uno squallore da far paura: quell’angolo di città dimenticato non si trova in periferia o in un angolo buio bensì al centro della città, dove tutti guardano senza vedere. Ma i nostri vecchi amministratori, che promettevano mari e monti durante i tanti anni della loro permanenza, non hanno visto quello spettacolo?

Da notare anche che da lì transitano, oltre ai cittadini livornesi, anche i tanti turisti che scendendo dalle grandi navi si incamminano verso il centro città: che concetto si faranno per un impatto così degradante?

Da veloci informazioni, prese sul luogo, e per bocca di alcuni pescatori che nelle vicinanze hanno la barca, mi è stato detto che il Comune, l’Aamps e la Capitaneria sanno e vedono ma fanno a scaricabarile nell’affrontare il compito della pulizia di quella zona.

Da notare che a pochi metri da questa indecente visione visione, si trova la piazza Mazzini riqualificata, con giardini e panchine da sogno, e di fronte c’è la Porta a Mare, da pochi giorni inaugurata e presa d’assalto da innumerevoli persone. Perché, mi chiedo, tanta indifferenza? Perché quell’angolo buio non viene pulito come dovrebbe essere? Perché continuare nel degrado? Perché tutti guardano e nessuno muove un dito?

Mi auguro che il sindaco neoeletto, oltre alle cose che dovrà affrontare, sia il primo ad alzare quel dito: con un po’ di buona volontà si potrebbero evitare spettacoli del genere.

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