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CHE LEZIONE DAL PROF. SETTIS
di LAMBERTO GIANNINI Il prof Settis, ospite dell'Anppia Livorno, ha la prima caduta di Mussolini nel luglio ’43: il punto di partenza dell"esposizione è stata la terribile scollatura tra politica...
di LAMBERTO GIANNINI
Il prof Settis, ospite dell'Anppia Livorno, ha la prima caduta di Mussolini nel luglio ’43: il punto di partenza dell"esposizione è stata la terribile scollatura tra politica dei cittadini e politica del Palazzo, visto che ad esempio ci sono 30 mila associazioni di cittadini che tutelano i beni culturali e il valore del bello e del sapere mentre nessun partito inserisce questi punti come elementi di discussione prioritari nel proprio programma sostanziale.
Le pillole di Settis sono state squarci di luce che hanno davvero aperto le menti degli ascoltatori, perché talvolta niente è più illuminante dell'ovvio e del già conosciuto. I bombardamenti mediatici pro-Renzi rischiano di presentare ai cittadini uno scenario che vede un laborioso fiorentino che cerca di migliorare l'Italia attraverso riforme fatte in collaborazione con Silvio, bloccato da guastatori di feste che cercano di impedire il lavoro a chi ha voglia di cambiare il paese.
L'incontro all'Arena Fabbricotti ha avuto il merito di rovesciare il punto di vista. Il prof. Settis ha posto l'accento su questioni semplici ma potenti e dirimenti. Intanto prima di cambiare una costituzione, questa dovrebbe essere applicata e la costituzione italiana è un capolavoro di ricchezza politica e purtroppo ancora, come la definì Calamandrei, la grande incompiuta. I principi di tutela ambientale, di rimozione degli ostacoli che impediscono l'uguaglianza sostanziale sono ampiamente disattesi da 66 anni.
Il professore ha anche sottolineato che Dossetti, Togliatti, Croce ecc... erano stati eletti nell'assemblea dal popolo per scrivere la costituzione. E chi la dovrebbe modificare? Un parlamento di nominati che hanno il compito di fare leggi ordinarie e non di mettere in discussione l'impianto costituente. Inoltre anche questo governo non è stato eletto e come il risultato delle europee è stato eccellente, per Renzi, nella percentuale ma non nel numero dei voti: il numero dei votanti è in calo rispetto a quando è nata la repubblica. Anzi, a parere di Settis i partiti forti ed organizzati sono soddisfatti della diminuzione dei votanti perché questo consente di tenere alte le percentuali.
La spinta dinamica che giunge da questa meravigliosa serata è quella di resistere al tentativo di Renzi di modificare una carta che ha un'unica colpa: non essere stata applicata. È importante che i cittadini non cadano nel tranello, come avvenne nei referendum del ’93 di pensare che il cambiamento sia comunque positivo, perché nella storia quando si cambia talvolta si peggiora (ricordiamoci cosa avvenne il 27 marzo del ’94), specialmente se si diminuisce la dimensione dei diritti e della partecipazione (aumento del numero di firme per referendum e petizioni) e sopratutto se a modificare la carta frutto del sangue dei partigiani sono un gruppo di nominati. Tra questi anche qualcuno che sdoganò il movimento sociale italiano di Fini: ovvero Berlusconi.
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