Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Concordia, la richiesta del Giglio: «Ma ora lasciateci almeno le piattaforme»

Concordia, la richiesta del Giglio: «Ma ora lasciateci almeno le piattaforme»

Molti gigliesi le vedono come risorsa turistica per i sub, il presidente Rossi: faremo scegliere ai cittadini

3 MINUTI DI LETTURA





ISOLA DEL GIGLIO. È un momento di transizione al Giglio. Non solo tra l’isola prima e dopo la Costa Concordia, ma anche sui poteri che la governano. Ben presto arriverà un decreto del Consiglio dei Ministri con cui verrà messo fine allo stato d’emergenza. Ed è in questo spazio che si muove il presidente della Toscana Enrico Rossi, pronto a riprendere le redini del territorio. «Domani (oggi ndc) scriveremo al governo per chiedere che tutte le competenze e le responsabilità dei lavori di ripristino tornino nelle mani degli enti locali». Ossia Regione, Provincia di Grosseto e Comune dell’Isola del Giglio, che ieri con i rispettivi rappresentanti hanno incontrato la piccola comunità marinara all’hotel Saraceno. «È un momento molto importante - ha detto il sindaco Sergio Ortelli - La sensazione infatti potrebbe essere che l’isola ora sia abbandonata a se stessa». Proprio per questo Rossi ha deciso di presentarsi solo due giorni dopo la partenza del relitto: per riportare fiducia nel futuro, grazie a una serie di programmi per cui la Regione, a quanto dice il presidente, è pronta a mettere in campo diverse risorse. Il punto di partenza resta la candidatura a cabina di regia delle future operazioni di ripristino dei fondali, anche se su questo i gigliesi sono divisi. In molti chiedono che le piattaforme restino lì dove sono, in modo da diventare un’attrazione per il turismo legato alle immersioni. E Rossi apre alla proposta di fare sull’argomento un referendum. «Abbiamo una legge apposita per la partecipazione attiva e penso che potremmo provarla qua. La scelta deve essere dei cittadini».

A proposito d’informazione, il governatore vuole invitare sull’isola a partire da settembre giornalisti e operatori a spese della Regione. «Scriveremo ai direttori per chiedere che si parli dell’isola senza il mostro anche solo per un decimo di quanto si è parlato della nave». Di più: c’è la proposta di fare dell’isola «la sede permanente della conferenza europea sulla prevenzione e sicurezza in mare con scadenza biennale». Inoltre, Rossi ha incontrato anche il consorzio “MareMare”, che gli ha consegnato la seconda parte del progetto di rilancio “Il Giglio è sempre un fiore”, basato su un investimento massiccio sulla promozione internet, la differenziazione dell’offerta turistica e dell’accoglienza.

Poi ci sono i vecchi problemi, come la mobilità dei traghetti, l’autonomia energetica e la scuola. Su tutto questo, la Regione aspetta che siano aperte le buste del concorso di idee proposto dalla Provincia ai professionisti per raccogliere progetti per poi stilare un preciso cronoprogramma di interventi. Ma anche qui Rossi rilancia. «Il nuovo piano del paesaggio prevede che si possa fare agricoltura recuperando i terreni invasi dagli arbusteti, così da renderli coltivabili». Sono tante le carte giocate sul tavolo dal presidente, ma c’è ancora quel fastidioso sassolino nella scarpa chiamato Piombino. «Nessuno riuscirà a convincermi che non si poteva aspettare un mese in più per portare lì la nave». E torna ad attaccare la compagnia. «M’inchino di fronte alla sapienza tecnica degli ingegneri, ma m’inchino meno a Costa Crociere che ha fatto un danno e se ha pagato per questo ha fatto solo il suo. E forse un po’ in ritardo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web