Italia
Settis: la libertà passa dalla politica
A Villa Fabbricotti un confronto per celebrare l’anniversario della caduta del fascismo
LIVORNO. «Viva la pace, il pane e la libertà» dichiara con forza Garibaldo Benifei, volto storico della Resistenza livornese. «Lo scrivevamo sui volantini di contrabbando per combattere il fascismo - racconta Garibaldo- finchè abbiamo vita portiamo avanti i valori dell'antifascismo su cui abbiamo voluto costruire il nostro futuro, adesso spetta ai giovani». In occasione del 71° anniversario della caduta del fascismo, il 25 luglio 1945, Anppia ha organizzato nella cornice dell'Arena di Villa Fabbricotti, una serata di riflessione sul tema. Un dialogo aperto tra il professor Settis, Garibaldo Benifei presidente onorario Anppia e l'attuale presidente Spartaco Geppetti moderato dal giornalista Francesco Gazzetti, seguito da una lettura di poesie interpretate dall'attrice Licia Maglietta fino alla proiezione del film "Baciami Piccina". «La nostra Costituzione è una tra le costituzioni più belle, più ricche che sono state mai scritte in Europa e non solo -sottolinea Settis- nasce dall'esperienza della Resistenza, per dare speranza e futuro ad un paese in ginocchio, ed è che si parli di uno stato comunitario, in cui ogni cittadino possa dire lo Stato sono io». Non parole fatte e frasi preconfezionate, perchè oggi esiste un fenomeno sempre più preoccupante in Italia, si tratta dell'astensionismo, che ha visto la metà degli italiani scegliere di fare altro piuttosto che esercitare il diritto di voto alle europee. «Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, un fenomeno simile implica la rottura del sistema di democrazia rappresentativa - spiega Settis- i partiti gridano ai successi elettorali, ma devono dividere ogni voto a metà, contando chi non è andato alle urne, quindi nessuno di loro ha la maggioranza». Il professore denuncia una distanza crescente tra la politica fatta dai politici, per mestiere e per interessi, sempre più distante dalla base e quella fatta dai cittadini. «Non possiamo tuttavia pensare che le associazioni che si ergono a tutela di beni culturali, dell'ambiente possano sostituire la democrazia rappresentativa -conclude Settis- c'è bisogno dei partiti e che i cittadini tornino a far politica attiva». «Abbiamo vinto il fascismo perchè parlavamo, comunicavamo tra noi, a Livorno si ragionava tanto- riprende Garibaldo Benifei- oggi c'è bisogno di connettersi davvero con le persone, incontrarsi e scambiarsi opinioni, così si difende la costituzione».
Giulia Mancini
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