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Porto 2000, il caso è sempre più bollente e oggi è in consiglio
LIVORNO. Il comitato portuale di lunedì mette nel menu la questione della Porto di Livorno 2000, la società di Authority (72%) e Camera di commercio che gestisce il porto passeggeri e che ora Palazzo...
LIVORNO. Il comitato portuale di lunedì mette nel menu la questione della Porto di Livorno 2000, la società di Authority (72%) e Camera di commercio che gestisce il porto passeggeri e che ora Palazzo Rosciano è intenzionato a vendere almeno in parte. Se è vero che il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti torna a ripetere che lunedì non ci sarà una delibera da votare bensì semplicemente una raccolta di orientamenti, oggi il consiglio comunale torna a esprimersi. L’ha già fatto nei giorni scorsi: all’unanimità aveva chiesto uno slittamento della decisione. Il rinvio è stato accordato ma solo per un pugno di giorni, e ora la questione torna in agenda.
Ma il “fronte del no” alza la voce. Ad esempio, con Sergio Landi che a nome del Comitato “Non svendiamo la Porto 2000” invita il Comune a «fare davveroi “punto e a capo”, visto che l’«applicazione intelligente della legge 84/94 non obbliga l’Authority a vendere la titalità delle proprie quote». La cessione parziale di quote e la successiva concessione di servizi di stazione marittima «possono essere compiutio con tempi e modalità distinte evitando rischi di opacità e scambi impropri di valori patrimoniali».
Anche Sinistra Anticapitalista dice alt alla privatizzazione. «Dopo 14 anni di silenzi, mancanza di programmazione e di investimenti, ma soprattutto di affari dei soliti noti (gestione Lenzi), oggi, ci si trova a dover decidere "tutto e subito", nel giro di pochi giorni». Ma – si afferma – è «una urgenza non data né da obblighi legislativi né da possibili penali nei riguardi di eventuali inadempienti». La formazione della sinistra radicale vede profilarsi «le solite cordate che hanno già operato a Livorno e che, per fare solo un esempio, hanno distrutto il Cantiere o la Lips e con essi centinaia di posti di lavoro, sacrificandoli agli interessi della rendita e di qualche palazzinaro».A giudizio di Sinistra Anticapitalista, «non esistono attualmente le condizioni per la vendita a dei privati delle quote della Autorità portuale, né per l'entrata di soggetti pubblici in grado di mantenere un controllo sulla società». Risultato: l’operazione di vendita delle quote dell'Autorità Portuale «deve essere fermata».
Sempre sulla questione del caso Porto 2000, interviene Rifondazione comunista per bocca di Vladimirio Mannocci. Lo fa prendendo di mira la lettera del sindaco Nogarin alla Camera di commercio per acquisirne una parte delle quote. «È sconcertante che i consiglieri comunali apprendano solo dal presidente dell’Authority, e durante la sua audizione, una decisione del sindaco sulla Porto di Livorno 2000 che oltretutto è anche materia della commissione». Senza contare – aggiunge – che l’Authority avrebbe diritto di prelazione...
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