Il Tirreno

Livorno

Morosi all’Asl, in arrivo 36mila avvisi

di Federico Lazzotti
Morosi all’Asl, in arrivo 36mila avvisi

Chi è stato dimesso al pronto soccorso con i codici bianco e azzurro deve versare 25 euro. Lunedì partono le prime richieste

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LIVORNO. Vi siete presentati al pronto soccorso e siete stati dimessi con un codice bianco oppure azzurro nel periodo compreso tra gennaio 2013 e luglio 2014?

Allora preparate il portafogli perché nelle prossime settimane la direzione dell’Asl 6 si premurerà di inviarvi a casa una lettera dentro alla quale troverete un sollecito, o meglio un invito, al pagamento di 25 euro per ogni prestazione - così prevede la legge - di cui avete beneficiato.

Una cifra però, che può lievitare fino a raddoppiare, nel caso in cui siano state necessarie particolari prestazioni diagnostiche strumentali come radiografie, elettrocardiogrammi e altri. A questo, inoltre, va aggiunto il cosiddetto contributo per la digitalizzazione pari a 10 euro e dovuto, in base alla delibera della Regione Toscana, per un importo massimo di 30 euro.

La chiamata al risarcimento in questa prima tranche, riguarderà circa 2mila utenti sparsi in tutta la provincia di Livorno, compresi i presidi di Piombino, Cecina e Portoferraio. E questa fase prende in esame quei pazienti dimessi dall’ospedale con codici bianchi e azzurri, ovvero i casi non gravi e non urgenti, nel gennaio dello scorso anno.

Il numero totale dei morosi che sono stati individuati dall’ufficio dell’Asl 6 negli ultimi 18 mesi è però molto più alto. La media, infatti, è di circa 2mila ogni mese, che moltiplicato per un anno mezzo, dà un numero altissimo, che si aggira intorno ai 36mila pazienti, praticamente uno ogni quattro famiglie presenti in tutta la nostra provincia.

Allora basta prendere la calcolatrice per capire la dimensione dell’operazione. Se da questa primo invio ci si attende di recupera 25mila euro, se tutti dovessero versare quanto dovuto nelle casse dell’Azienda ospedaliera, la Regione incasserebbe nei prossimi mesi mezzo milione di euro.

Certo è che in questo mare di morosi, alcuni potrebbero risultare esentanti dal pagamento del ticket e il loro nome finito nella lista nera di chi deve pagare per sbaglio.

Nelle lettere che partiranno lunedì mattina dall’Asl 6 c’è però una postilla nella quale ci si rivolge proprio a questi soggetti. «Per essere cancellati - è il senso - dovete inviare una mail con i vostri dati, nella quale dimostrare di essere esenti».

Di questa categoria fanno parte: i bambini con età inferiore ai 14 anni, chi, dopo l'accesso al pronto soccorso, sia stato ricoverato in osservazione breve; chi sia ricorso al pronto soccorso a seguito di avvelenamento, infortunio sul lavoro o trauma che abbia richiesto sutura o immobilizzazione;chi sia in condizione di gravidanza; chi rientri tra le condizioni previste di esenzione da normativa ticket (età e reddito, patologia, disoccupazione.

Mentre per chi è esente sarà necessario inviare al protocollo aziendale, una copia del certificato di esenzione per chiudere definitivamente la pratica.

Per quelli, invece, che dimenticheranno di pagare, inizieranno i guai. La pratica, infatti, passerà scaduti i termini, all’ufficio affari legale dell’Asl 6 per poi diventare una cartella, dove i costi ovviamente lieviteranno per le spese amministrative.

L’obiettivo della direzione è duplice: da un lato, ovviamente quello di fare cassa, ma dall’altro c’è la volontà di scoraggiare quelle persone che si presentano al pronto soccorso con patologie non gravi.

«Un afflusso numerico alto al pronto soccorso - spiega chi ogni giorno lavora all’emergenza in ospedale - determina due conseguenze: l’aumento dei tempi di attesa per tutti i pazienti e i disagi soprattutto per chi ha patologie di media gravità per i quali l’accesso al triange diventa più faticoso e lungo per la presenza di casi non gravi».

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