Gioco
Lunedì sciopero dei lavoratori di Porto 2000
«Ma non bloccheremo i traghetti». Il presidio sotto la sede dell’Autorità Portuale per chiedere al comitato di congelare la decisione di privatizzare
LIVORNO. Uno sciopero di due ore e mezzo per dire no alla privatizzazione immediata di Porto 2000. L’ha proclamato all’unanimità l’assemblea dei lavoratori della società che gestisce il terminal passeggeri. L’appuntamento è per lunedì pomeriggio, in concomitanza con il comitato portuale che dovrà decidere del futuro di Porto 2000.
Dalle 14.30 alle 17 i dipendenti faranno un presidio sugli scali Rosciano proprio sotto la sede dell’Authority.
Non ci saranno ricadute sull’attività del porto. Il lasso di tempo nel quale è stata fissata la protesta è infatti all’interno di un buco in cui non sono programmati arrivi né partenze dei traghetti. L’ultimo per la Corsica partirà alle 14.15, il primo successivo arriverà ancora da Bastia alle 18.05.
«Non vogliamo creare disagi, anche perché ad essere danneggiata da un blocco o da un ritardo forzato delle navi passeggeri sarebbe la Porto 2000 che in questa partita non è soggetto attivo e non ha alcuna responsabilità», spiega Enrico Barbini della Cgil.
La protesta, sostenuta dalle tre sigle sindacali, è finalizzata non tanto al no secco alla privatizzazione, ma ad una richiesta di sospensiva della decisione. «Chiediamo che venga fermato il percorso - dice Barbini - perché ad oggi non ci sono le prerogative per procedere. In una situazione in cui la società è sottovalorizzata, in cui il piano regolatore portuale difficilmente partirà a breve, ci troveremmo di fronte ad una svendita e questo impone una riflessione. Non si può privatizzare perché lo dice la legge, senza tener conto di ciò che è oggi Porto 2000 e soprattutto di un contesto portuale che chissà per quanto tempo resterà immutato».
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