Il Tirreno

Livorno

la denuncia di un commerciante

«Con zero rifiuti dobbiamo pagare un salasso di Tari»

di Giulia Mancini
«Con zero rifiuti dobbiamo pagare un salasso di Tari»

LIVORNO. Con luglio è arrivata la rata della Tari e per molti commercianti è come una spada di Damocle sul futuro della propria impresa. «Sono arrivati 2120 euro da pagare per un esercizio piccolo di...

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LIVORNO. Con luglio è arrivata la rata della Tari e per molti commercianti è come una spada di Damocle sul futuro della propria impresa.

«Sono arrivati 2120 euro da pagare per un esercizio piccolo di 60 metri quadri, si tratta di uno sproposito inaudito», spiega Tommaso Tintori della Bottega di Campagna Amica in Piazza dei Legnami.

L'alimentari al 100% biologico con prodotti a km zero si troverà a pagare 732 euro in più rispetto al 2013. «L'anno scorso avevamo appena aperto e forse abbiamo avuto uno sconto -spiega Tintori- ma a Pisa, in piazza dei Cavalieri, un bar paga meno di un terzo di quello che paghiamo noi a Livorno».

Venti chilometri di distanza eppure sembra che tra la città della Torre e quella dei Quattro Mori corra un abisso. «C'è sempre dell'incoscienza quando si apre un esercizio commerciale, non si ha mai idea all'inizio di quanto dovremmo davvero pagare - prosegue - tuttavia non è possibile che una tassa comunale raggiunga questi livelli, e pensare che con la raccolta porta a porta in Venezia credevamo ingenuamente di risparmiare».

La voce di Tommaso Tintori è anche quella di tutti i piccoli commercianti che oggi si trovano costretti ad abbassare le saracinesche per i costi troppo alti delle spese gestionali. Affitti, contributi, tasse, magari un dipendente e la situazione non è più sostenibile.

«Per fortuna per quest'anno non abbiamo problemi e riusciamo a rientrare nelle spese, ma non nascondo che sia un duro colpo -confessa - si dice che si vuol sostenere il piccolo commercio, iniziative che supportino la rete locale, e poi non si aiutano i commercianti ma gli si infliggono colpi del genere».

La generazione degli under 40, a cui Tommaso Tintori, insieme alla sua socia, Laura Chiellini, appartiene, è quella maggiormente messa a dura prova dalla crisi. “Si legge sui giornali della necessità e volontà di sostenere i giovani, noi in negozio produciamo un quinto della spazzatura che facciamo a casa -conclude Tintori- ma paghiamo cifre astronomiche, chiediamo a questa amministrazione se davvero ha intenzione di sostenerci, perché tasse così alte uccidono i commercianti». 2120 euro saranno pagati dalla Bottega di Campagna Amica in tre rate, da poco più di 700 euro ciascuna.

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