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Livorno

Noi, baby geni a caccia di futuro

Noi, baby geni a caccia di futuro

Altro che secchioni, hanno preso il diploma con 100 ma sono campionesse di sport o talenti del pianoforte

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LIVORNO. Sono loro il “giacimento” di intelligenza sul quale contare per sperare nel futuro: eccoli i nostri piccoli baby geni, che hanno conquistato il diploma con 100 o addirittura 100 e lode. Se ne contano 142 nella nostra provincia, un po’ più della metà sono concentrati nella città capoluogo. Bravi ragazzi, ma non Ufo: spesso talenti anche nello sport (come Carlotta Nassi) o nella musica (come Michelle Candotti).

La prima è una tennista che sta scalando il ranking italiano e al tempo stesso non molla i libri. Ha un segreto: «Sto attenta in classe e poi studio di notte, però non più di 2-3 ore». Ora volerà negli Usa a Charlotte, North Carolina: il mix di classe sportivo-culturale gli ha assicurato una borsa di studio. La disciplina? «Comunicazione e giornalismo sportivo».

Michelle Candotti, enriquesina come Carlotta, è una star del pianoforte: ormai non è più una baby-prodigio, il suo talento è conclamato. E anche declinato in modalità inconsuete: ad esempio, mettendo in tandem musica classica e fumetti in diretta dal vivo.

Francesco Borgioli, 5ª F al liceo Enriques, ha portato una tesina sulla storia dei paradossi e dei teoremi d'incompletezza di Godel, «un argomento legato molto alle materie su cui si basa il piano di studi». E adesso? «Andrò a ingegneria elettronica a Pisa: proseguire lo studio è una scelta obbligata, senza laurea trovare lavoro non è semplice». Francesco giura che «non sarà un peso, sono argomenti che mi interessano: per lo stesso motivo il percorso dei 5 anni del liceo non è stato faticoso». Domandina con risposta-confessione: il 100 se lo aspettava? «Sinceramente per come sono andate le prove e per il percorso del triennio, sì».

Per Giulio Iommi (Iti Galilei) le materie preferite sono quelle scientifiche: «Per il mio futuro punto su ingegneria meccanica. Con quale obiettivo? Mi piacerebbe lavorare nel mondo dell’auto, settore progettazione».

Marco Turelli, invece, arriva dalla 5ª A del liceo Cecioni indirizzo scienze applicate: la tesina l’ha fatta «sul tema del totalitarismo e sull'annullamento delle coscienze nella società di massa». Quanto alla scelta all’università, «molto probabilmente andrò a Pisa a Biotecnologie». Ma guardando indietro agli anni del liceo, come li vede ora? «No, non è stata una passeggiata e tuttavia neanche una impresa impossibile: impegno onesto e studio costante mi hanno certamente aiutato».

La 5ª D indirizzo Pni dell’Enriques è la classe di Giacomo Manfredini, 19 anni, che confessa una «passione per la fisica e la matematica»: anche per questo – aggiunge – «i 5 anni del liceo non sono stati un peso, anzi». Del resto, non ha forse fatto una tesina sulle conseguenze scientifiche e filosofiche del principio di Heisenberg e della fisica quantistica? Il futuro è in questa stessa direzione: «Farò ingegneria meccanica a Pisa». Poi sottolinea che il voto è stata una sorpresa: «Mi aspettavo un voto alto ma né il 100 né la lode».(m.m.)

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