Gioco
ll fronte dei sindacati «No alla svendita pronti a protestare»
Cgil, Cisl e Uiltucs: «Non è il momento di andare sul mercato mancano strumenti (come il Prg) che daranno valore»
LIVORNO. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uiltucs sono pronti a dar battaglia, contrari alla privatizzazione di Porto2000, non hanno intenzione di restare in disparte a veder che succede in questi giorni. «Non staremo fermi a veder svendere la Porto 2000», dicono Enrico Barbieri (Cgil), Claudio Bitossi (Cisl) e Fabio Bicchierini (Uiltucs), ribadendo che «diciamo no alla privatizzazione dell'azienda in questo momento».
I tre sono la voce dei 107 dipendenti, di cui 48 precari con contratti stagionali, contrari alla privatizzazione di Porto 2000. «Non abbiamo pregiudizi verso chi comprerà, la nostra è una riflessione che si basa sul buon senso – interviene Barbini – non parliamo di una società strutturata e consolidata, siamo reduci dal disastro della perdita di 350mila passeggeri e con un piano regolatore del porto fermo a sessanta anni fa che deve essere rinnovato a breve».
I sindacalisti si dicono pronti a manifestare, scendere per le strade e farsi sentire a ogni costo. «Stiamo regalando un'attività di questo tipo, la terza nel settore portuale livornese per sette milioni di euro, una cifra ridicola, messa in evidenza dallo stesso sindaco Nogarin che ha lanciato l'idea di comprarla lui a quel punto – dice Bitossi – tendendo a velocizzare a tutti i costi l'attuazione di una legge in vigore già dal 2007».
«Si parla di un'azienda statale in attivo che negli ultimi 5 anni ha prodotto 11 milioni di utili – precisa Barbieri – secondo noi la stima a sette milioni è troppo bassa, contando che dalla stima precedente, di tre anni f,a era emerso il dato di 24 milioni di euro».
Per i sindacati, vendere oggi la Porto 2000 equivarrebbe a svendere la società. Per anni, lamentano i sindacalisti, sono state prese decisioni «senza tener conto dell'opinione dei lavoratori». «Nel 2012 incontrammo Cosimi, ci promise una calendarizzazione del piano regolatore del porto, non lo abbiamo più incontrato – sostiene Barbieri – oggi incontreremo Nogarin, fino a questo momento anche la politica non ci ha mai ascoltato».
«La Porto 2000 è la società che si occupa delle crociere e dà assistenza a tutti i passeggeri che transitano in porto – riprende Bicchierini – restando pubblica possiamo allargare il nostro raggio d'azione con un collegamento all'aeroporto di Pisa e far diventare testa di serie il nostro porto in Toscana».
Non mancano le critiche alla gestione dell'Autorità portuale e di Confindustria. «Dove erano quando si perdeva il traffico delle crociere?», ripetono i tre. E ancora Bicchierini: «Gallanti vuol davvero essere ricordato come il genovese che ha svenduto la Porto 2000?». «La quota dell’Authority deve scendere sotto il 50%, è vero ma la norma non implica che debba essere attuata ora, in un momento in cui l'azienda non è forte e competitiva – conclude Barbieri – vogliamo essere ascoltati, in questi passaggi se le cose vanno male ci sono sempre dei tagli, già esistono quasi 50 famiglie che vivono in un anno con uno stipendio stagionale, non possiamo rischiare oltre».
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