Italia
Addio a Dino Barghigiani ultimo dei “Ciu’ini” eroe del mare
Con Emilio Simonti ha scritto le pagine epiche della pesca. Se n’è andato a 90 anni, i funerali mercoledì mattina alle 10 alla camera mortuaria
LIVORNO. Quanta tristezza la scomparsa di Dino Barghigiani, uno dei "Ciu'ini", l'ultimo ad andarsene, uomini mito del Moletto Nazario Sauro.
Il loro essere lupi di mare è dimostrato da un dato assolutamente preciso: essi avrebbero potuto arricchirsi come pochi altri, tra gli "scorridori del mare" che a Livorno hanno fatto la storia, soprattutto nell'immediato dopoguerra, ma lo ha impedito loro proprio questa osmosi che non conosceva possibilità alcuna di tradimento.
L'amore per il mare e l'avventura aveva trasformato due amici, Dino Barghigiani e Emilio Simonti, in due autentici fratelli e molti tra coloro che amavano il mare erano convinti che fossero quasi gemelli, perché il tempo, il vento e il mare li aveva come scolpiti ed essi avevano finito per somigliarsi anche fisicamente.
Dino e Emilio cominciarono a battere il porto e la costa, ne acquisirono una conoscenza perfetta e nelle loro uscite raccoglievano quanto capitava loro, dal pesce, al legno, al ferraccio, al vetro, alle vecchie cassette, fino alle munizioni e tutto quanto poteva essere recuperato.
Quando il bengodi creato dai "liberatori" scomparve con il ritorno a casa delle truppe, i "Ciu'ini" elessero il Moletto a loro casa, occupandosi di ripulire e restaurare le barche, allestendo addirittura un piccolo cantiere per le riparazioni e la verniciatura. Oggi, entrando all'interno del porticciolo, proseguendo dritti verso il Circolo Velico, si nota ancora un grande armadio in legno, la vernice blu consumata dal salmastro e dal sole; era il ripostiglio dell'officinetta dei "Ciuini"; su di esso campeggiava, con caratteri rossi impressi a fuoco la scritta Chi d'invidia campa, di rabbia crepa, con una stella di mare essiccata appesa accanto; era il motto di Emilio e Dino.
Dolorosamente indimenticabili, amare, tragiche, alcune esperienze vissute, come quella volta quando recuperarono il corpo di un ragazzo uscito con un amico per una battuta di pesca subacquea. Quella tragedia non l'hanno mai dimenticata.
Prima Emilio Simonti, oggi Dino Barghigiani il cui ultimo saluto è fissato per questa mattina alle 10 nella cappella della camera mortuaria.
Due figure diventate mito fra i vecchi pescatori di una Livorno che col mare è fusa. A noi piace pensare che lassù ci sia un grande mare stupendo, gremito di vita e di gabbiani ritornati finalmente nel loro paradiso e siamo sicuri che in qualche tramonto speciale si possa vedere, il barcone "Aquila" fondersi col mare insieme a Dino e Emilio, eterni marinai.
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