Toscana
Effetto Venezia col “dé” quest’anno gioca in casa
Presentata l’edizione 29 che parte venerdì con Cavalleria Rusticana Ma dal prossimo anno, annuncia Nogarin, la gestirà il Goldoni
LIVORNO. I livornesi la amano e la odiano ma alla fine è la loro festa, e quest’anno, edizione numero 29, direttore artistico Mario Menicagli, lo è ancora di più. Effetto Venezia 2014 infatti si presenta con lo slogan “Dédicato a Livorno” ed è una cavalcata di dieci giorni nell’identità della città, a braccetto dei suoi personaggi illustri (da Mascagni a Armando Picchi, da Piero Ciampi a Beppe Orlandi), intrecciata con la Notte Bianca (sabato) che si snoderà in tutta la città e che avrà il suo clou nel tradizionale Palio dell’Antenna salvato in extremis dalla ghiogliottina del budget ai minimi termini. Tra le chicche che strizzano l’occhio anche oltre provincia la mostra dedicata alla “beffa di Modì” e alle false teste gettate nei fossi che 30 anni fa furono scambiate per vere .
Dal passato prossimo alla tradizione. Con una Cavalleria Rusticana che vanta come ospite d’onore la presenza della ballerina Eleonora Abbagnato, si parte venerdì, si chiude domenica. E c’è anche un’appendice cult con il concerto dei Playng For Change, supergruppo musicale formato da artisti di strada di varie etnie, il 5 agosto in piazza del Luogo Pio.
Il cartellone è giunto in porto non senza difficoltà finanziarie, come e più degli scorsi anni. Molti appuntamenti sono stati aggiunti in extremis, a mano a mano che si trovavano altri soldi dagli sponsor. Un’operazione, questa di andare a caccia di finanziamenti, di cui in questo mese si è fatto carico il sindaco Filippo Nogarin, anche se di fatto questo Effetto Venezia se lo è trovato già quasi tutto impacchettato, eredità della vecchia giunta. «Era il minimo che potessi fare - spiega Nogarin - e sono felice che siamo riusciti a completare il programma grazie agli sponsor che si sono messi una mano sul cuore e una sul portafoglio...».
Questo però non significa che alla presentazione di ieri in Comune, folla da grandi occasioni e assesori tutti nuovi (Serafino Fasulo per la cultura, Nicola Perullo per il turismo) non si respirasse aria di nuovo corso. Quello al quale la nuova giunta inizierà a lavorare appena finita questa edizione della manifestazione.
«Quello di quest'anno sarà l'ultimo Effetto Venezia “scollegato” dagli altri elementi del panorama culturale della città - ha annunciato Nogarin - .Dal prossimo anno sarà un progetto organico gestito dalla Fondazione del Teatro Goldoni. Il che non significherà snaturarlo, ma dargli un valore aggiunto».
«Il passaggio alla gestione del Teatro Goldoni - ha chiarito Fasulo - significa aprire ad una strategia culturale di una città che ha bisogno di un respiro più ampio. Effetto Venezia non sarà subordinata al Goldoni, ma sarà un'apertura alla collaborazione dei tanti luoghi dove si fa spettacolo».
Intanto tutte le energie sono rivolte a questa edizione. «Abbiamo fatto tutto con un budget quasi dimezzato rispetto allo scorso anno, dimezzati i compensi, raddoppiato il lavoro. Ma questa è una macchina che va avanti soprattutto con il grande entusiasmo di tutti...»: questo per Menicagli è l’ultimo Effetto Venezia da direttore artistico, incassa i ringraziamenti del sindaco, quasi si commuove quando presenta il video promozionale realizzato l’anno scorso durante la festa. Gli spettacoli, i dietro le quinte, le interviste agli artisti di tutta Italia che dicono: “Livorno è meravigliosa...”.
Nogarin prende spunto dallo spot: «Ecco, Livorno è meravigliosa, solo che noi non ne siamo convinti abbastanza... Invece bisogna crederci. Abbiamo delle pepite d’oro e noi ci impegniamo a farle fruttare»..
E su questo punto, sulla necessità di mettere da parte la tedenza labronica a sminuire e sminuirsi per far sì che eventi come Effetto Venzia e i patrimoni culturali labronici possano fruttare anche in termini di marketing, punta molto anche Perullo: «Bisogna credere in quello che facciamo. Valorizzarlo. Farlo conoscere. Ma dobbiamo noi essere i primi a dare valore alle cose che facciamo altrimenti non riusciremo neppure a farle apprezzare dagli altri».
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