Gioco
La Provincia sparisce, sos museo Nogarin: non permetterò che chiuda
All’inaugurazione della mostra archeologica il sindaco annuncia anche che la Fondazione Goldoni sarà il braccio operativo del Comune nella cultura e il prossimo anno gestirà Effetto Venezia
LIVORNO. «Non permetteremo che questa importantissima realtà chiuda o cessi la propria attività». Parola del sindaco Nogarin: occhi puntati sul futuro che potrà avere, dopo la scomparsa della Province (e la loro0 trasformazione in enti di secondo livello), una struttura di rilievo come il museo provinciale di storia naturale del Mediterraneo. È lì che l’ha detto il sindaco intervenendo ieri pomeriggio all'inaugurazione della mostra sui reperti archeologici scoperti in questi ultimi due anni a Baratti nel corso di lavori per il sistema fognario eseguiti da Asa.
«Credo fermamente in questa realtà», ribadisce Nogarin: «e la nostra amministrazione è rivolta apertamente in questa direzione. C'è l'impegno da parte nostra affinché il cammino del Museo di storia naturale prosegua e lo dichiaro oggi qui davanti a tutti. Certo, con la scomparsa delle province e del gettito da loro derivante a copertura dei costi, bisognerà trovare degli sponsor o fare in modo che questa struttura, pur rimanendo viva, abbia all'interno altre realtà. Mi auguro perciò che sia possibile fare degli accorpamenti. Di sicuro è necessaria una maggiore proiezione all'esterno».
Non è l’unica novità che Nogarin mette in campo: parla anche del coordinamento delle attività culturali di Livorno che si interseca con la futura edizione di Effetto Venezia: «Stiamo già lavorando ad Effetto Venezia 2015 e sarà il primo gestito dalla Fondazione Goldoni che diventerà il braccio operativo dell'amministrazione comunale livornese in campo culturale ed attorno a questo può nascere una convergenza con il Museo di storia naturale».
Da aggiungere poi una sottolineatura dedicata all'Istituto musicale Mascagni: con il venire meno della quota di parte provinciale, viene a trovarsi in bilico e per di più con una difficile situazione di bilancio. Senza dimenticare che l'amministrazione comunale, come ha ricordato Nogarin, dovrà vedersela con la diminuzione delle risorse disponibili (vedi Imu) e, al contempo, l’aumento delle incombenze derivanti dalla fine della Provincia (scuole superiori, strade provinciali, quota Goldoni, quota Mascagni, eccetera).
Promossa da Asa e dal ministero dei beni culturali la mostra appena inaugurata rimarrà visitabile sino al 16 novembre: racchiude i reperti (vasellame, gioielli, ornamenti, etc.) provenienti da una decine di tombe etrusco-romane venute alla luce nella zona di Baratti con gli scavi eseguiti dallo Studio Archeologico associato Hera e che costituiscono un esempio di archeologia preventiva: regolata da un'apposita legge l'archeologia preventiva è un settore della ricerca archeologica che concilia la tutela del patrimonio con le esigenze operative dei lavori infrastrutturali: è successo in questo caso durante la realizzazione a cura di Asa del sistema fognario di Baratti, ma gli esempi analoghi sono ormai innumerevoli (dalle navi romane della stazione di Pisa-San Rossore alle risultanze emerse durante la costruzione della Linea C della metropolitana di Roma). Info: 0586 266711.
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