Gioco
«Allo stadio rubò le maglie della Juve» Assolto dopo 9 anni
Il supporter era accusato di rapina per aver sottratto dalle bancarelle gadget per festeggiare il tricolore
LIVORNO. Era accusato di aver rapinato una bancarella fuori dallo stadio Armando Picchi di Livorno portando via un cartone pieno di maglie della Juventus.
A dire il vero, insieme a lui, ci sarebbero stati anche altre venti persone che però non sono mai state identificate dai carabinieri. Adesso, a distanza di oltre nove anni da quel match, ultima giornata del campionato di serie A 2004-2005, Eugenio Casu, 36 anni, residente a Venaria Reale, nel torinese, è stato assolto dal Tribunale di Livorno per non aver commesso il fatto.
Per ricostruire quello che è avvenuto quel pomeriggio è necessario tornare al 22 maggio 2005, data storica sia per i supporter livornesi - era l’ultima apparizione in maglia amaranto del principe delle reti Igor Protti - che per gli juventini: quel giorno festeggiavano il tricolore poi revocato e mai più assegnato.
A fine partita (terminata 2-2), secondo l’accusa, il tifoso bianconero avrebbe aggredito assieme ad altri complici il proprietario di una delle bancarelle fuori dall’Ardenza minacciandolo e scappando «con pacco di magliette della Juventus».
I carabinieri, però, di tutto il gruppo, nei giorni successivi, identificano soltanto l’imputato: scatta la denuncia e la comunicazione all’autorità giudiziaria che lo indaga «per rapina in concorso».
Il pm, in un primo momento, chiede l’archiviazione del procedimento, ma nel novembre 2013 il giudice per le indagini preliminari respinge la richiesta del sostituto procuratore Massimo Mannucci e manda a giudizio il tifoso davanti al collegio. Seguono diverse udienze durante le quali il legale dell’imputato, l’avvocato Cristiano Ballardini, cerca di smontare la tesi accusatoria sostenendo che non ci sono elementi nei confronti del suo cliente.
A distanza di un anno e mezzo dall’inizio del dibattimento è arrivata prima la richiesta di assoluzione del pm e poi la sentenza del collegio: innocente per non aver commesso il fatto. Un successo che per il tifoso vale come uno scudetto.
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