Il Tirreno

Livorno

Le società del Comune tra dimissioni e attese

Martorano (Liri) fa un passo indietro, Vitti (Spil) rimette il mandato a Nogarin, Taddia (Casalp) «a disposizione». Del Nista (Asa) resiste. Goldoni e Aamps aspettano

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LIVORNO. C’è chi si è già dimesso. Chi ha messo “a disposizione” l’incarico e chi aspetta che a fare l’eventuale prima mossa sia il sindaco. Chiarendo bene che però non è a lui che spetta l’ultima parola. È una mini-rivoluzione quella attesa, e in parte già in corso, nelle società controllate o partecipate dal Comune. A uno a uno i vertici, almeno quelli che hanno ricevuto un incarico fiduciario dalla precedente amministrazione comunale, stanno facendo un passo indietro.

Dal 9 giugno Rocco Martorano non è più amministratore unico della Liri spa. Ovvero la società tutta del Comune che ha la proprietà e la gestione patrimoniale delle reti del gas e del servizio idrico integrato. Martorano – area Pd, amministratore unico dal dicembre del 2010, ma già presidente del cda – conferma di essersi dimesso il giorno dopo il ballottaggio, sottolineando che il suo era un incarico di fiducia e che era giusto farsi da parte una volta cambiato il sindaco che quella fiducia gli aveva dato. In questo momento risponde “presente” solo per l’ordinaria amministrazione, in attesa che venga nominato il nuovo amministratore.

Ha fatto un mezzo passo indietro anche il presidente di Spil, Riccardo Vitti, il cui mandato scadrebbe con l’approvazione del bilancio 2015. «Avevo già rimesso il mio mandato nelle mani del sindaco Cosimi alla vigilia delle elezioni – spiega – e l'ho rimesso nelle mani del sindaco Nogarin appena eletto». «Ho rimesso il mandato – sottolinea – perché le dimissioni comportano l'impossibilità di essere presente nei consigli della società, l'avremmo lasciata senza redini». Ma da parte sua c’è la «ferma convinzione della necessità di un rinnovamento». Quindi «attendo di reincontrare il sindaco perché mi dia gli indirizzi in merito». Spil è una società strategica, proprietaria, tra gli altri beni (come la Paduletta in porto), del parcheggio Odeon. Che per decollare avrebbe bisogno di una rivoluzione del traffico lungo gli scali.

Più che strategica è un’altra società, Casalp, che gestisce le case popolari di tutta la provincia. La decisione in merito al presidente non spetta al sindaco di Livorno, ma alla conferenza dei sindaci che rappresentano i venti comuni del territorio. Anche se va ricordato che il municipio livornese ha una quota di controllo che supera il 70% Il presidente Stefano Taddia ha inviato una lettera ai venti sindaci, visto che molti volti sono cambiati con le elezioni. Nella lettera scrive anche di considerare il mandato «a loro disposizione», per «correttezza istituzionale». Taddia scadrebbe nell’aprile del 2016, una volta approvato il bilancio 2015. “Messa a disposizione”, che è altro dalle dimissioni.

Tutto mentre la Fondazione Goldoni è in attesa della nomina del direttore (Marco Bertini si era già dimesso) e ad Aamps sta per essere nominato il nuovo amministratore unico.

Diversa la situazione di Asa, che è per il 60% pubblica (dei Comuni della fascia costiera, la maggioranza del 36% è di Livorno) e per il 40% privata. Il presidente Fabio Del Nista non ha intenzione di dimettersi. «Il mio mandato scade con la presentazione del bilancio 2015 – premette – io non sono nominato dal sindaco, ma dal consiglio di sorveglianza, che è a sua volta nominato dai soci». «Per ora – dice – non mi ha chiesto niente nessuno: vediamo se c'è un discorso da fare, se si critica una gestione perché non ha dato i risultati sperati. Ma se uno deve andare a casa a prescindere… allora bisogna prima decidere cosa si fa del consiglio di sorveglianza». Anche del suo incarico Del Nista dice che è «in qualche modo a disposizione, ma dell'assemblea dei soci, non di un sindaco». «Apriamo pure un dibattito pubblico, ma non su tagli del 20% alle indennità o sulle dimissioni: si entri nel merito delle questioni, delle linee strategiche di una società che copre un territorio enorme e fa investimenti. Non resisto per resistere: sto facendo un lavoro, si giudichi quello...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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