La protesta
L’ultimo sorriso con gli amici in piscina
I ragazzi dell’oratorio ieri sera hanno ricordato Alessandro in parrocchia: «Un adolescente semplice con la gioia nel cuore»
LIVORNO. «Ho una squadra di diversamente umani!». Sembra di sentirlo, Alessandro Nicola, ridere e scherzare con gli amici. Mentre tira le orecchie ai compagni di squadra quando sbagliano a giocare a calcio. E li chiama “diversamente umani” per non apostrofarli. Perché le brutte parole, lui non le dice, specialmente quando si trova all’oratorio con i compagni e con gli educatori del campo estivo di Vigone (Torino). Era con loro anche venerdì scorso: una gita in piscina a Cercenasco, tutti insieme. Si era divertito tanto. E aveva sorriso per l’ultima volta all’obiettivo del telefonino di uno degli educatori. Una foto di gruppo, con quel suo sguardo dolce, di quelli che non si scordano mai. Lo stesso che è impresso indelebile nei suoi compagni della terza A, alle medie di Montenero. Poi, dopo il bagno, una partita a calcio, la sua vera passione. «Non vedeva l’ora di avere la palla fra i piedi», raccontano gli amici. Era bravo Alessandro in campo, come il babbo Nicola. Ma non lo faceva pesare. Come, del resto, mai si vantava di essere figlio d’arte. Lui, 14 anni, si sentiva un bimbo come gli altri, non certo un vip. Lunedì avrebbe avuto un altro incontro col gruppo, ma la tragedia a Vigone, a pochi passi da casa, travolto in bici da un bus, l’ha strappato per sempre alla vita.
«Una persona semplice, come pure i suoi fratelli - dice il responsabile degli educatori dell’oratorio di Vigone, Maurizio Abrate - Lui non ci pensava proprio al fatto di appartenere a una famiglia importante. E con gli amici è sempre stato umile». Alessandro aveva ricominciato il campo estivo dallo scorso 30 giugno. Come ogni estate, finita la scuola in città, tornava con la famiglia su a Vigone. E per lui iniziava il momento più bello dell’anno: lo svago, i bagni, le partite a pallone, i momenti di riflessione e di confronto con i compagni, le passeggiate e la spiritualità. Cinquanta ragazzi, seguiti da dieci educatori. «Ogni pomeriggio arrivava alle 14.30, allegro, con la sua truppa di amici e ci regalava ore piene di sorprese - racconta Maurizio - Era un po’ testardo, quello sì, ma sapeva sempre metterti di buon umore. Aveva uno spirito innato, e una voglia di fare sempre tutto al meglio. Era un ragazzo eccezionale perché si trovava bene con tutti».
Ed ecco allora che la gioiosità di Alessandro diventa anche il filo conduttore del Rosario che ieri sera gli amici dell’oratorio hanno recitato all’interno della parrocchia di Santa Maria del Borgo, al centro di Vigone. La chiesa è affollata, ci sono babbo Davide, mamma Laura, i fratelli Giulia, Tommaso e Daniel, le zie paterne Federica e Denise insieme agli zii e ai cuginetti. E poi è presente tutto il paese, gli amici e i conoscenti. Non un Rosario come gli altri, ma un momento particolare, dedicato ad Alessandro in tutto e per tutto. «Abbiamo voluto aprire e chiudere la preghiera con dei canti perché Alessandro era sempre sorridente e pieno di entusiasmo. E cantare ci sembrava il modo migliore per rendergli onore». Le volte della chiesa di Santa Maria del Borgo, allora, risuonano delle note di un brano significativo: Te al centro del mio cuore, che parla della figura di Cristo come unico sostegno nella vita del cristiano, ma che diventa anche la metafora per esprimere l’affetto di tutti per Alessandro. In chiusura, invece, Resta qui con noi.
Tanta la commozione. In primis quella della zia Federica, sorella di Davide Nicola: «Alessandro viveva per l’oratorio - dice agli educatori, nel ringraziarli per la cerimonia - Era molto legato agli amici e voleva partecipare alla settimana a Casalpina di Mompellato, a Rubiana. Sarebbe stata una bella vacanza». Lì Alessandro era stato anche lo scorso anno e si era trovato così bene da voler ripetere l’esperienza. «I campi estivi sono occasioni in cui si creano legami forti - spiega Maurizio Abrate - e Alessandro era riuscito a stringere bellissime amicizie».
Alessandro aveva un rapporto speciale anche con i fratellini. «Giulia cerca di farsi vedere forte per dare loro coraggio - dice Maurizio - ma anche lei poi crolla: questa tragedia li ha distrutti, ma trovano linfa nell’unione».
Ed è proprio questo il concetto che don Roberto, parroco di Vigone e Cercenasco, sottolineerà oggi dall’altare della stessa chiesa di Santa Maria del Borgo, dove alle 15.30 sarà celebrato l’ultimo saluto ad Alessandro Nicola. Una cerimonia che forse sarà officiata anche da don Aldo Rabino, cappellano del Toro. «Di fronte a tragedie come queste c’è poco da dire - dice don Roberto - più che le parole bisogna far sentire alla famiglia che la comunità è vicina. Il conforto è nella fede e nel calore umano».
Ai funerali saranno presenti i calciatori amaranto: sarà l’ultimo abbraccio al figlio di quel mister che tutti hanno stimato.
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