Gioco
Ferita al volto dal cartello troppo basso (e beffata dal ping pong fra gli uffici)
Una livornese di 59 anni è rimasta ferita al volto perché ha urtato contro un cartello stradale posizionato chissà perché ad altezza d’uomo: occhio tumefatto e occhiali rotti. Ma a colpirla ancor più pesantemente è stato l’estenuante ping pong fra Comune e Ferrovie per le responsabilità.
LIVORNO. Quel cartello ad altezza d'uomo non doveva stare lì, a 142 centimetri da terra. È finendo contro quel cartello - che paradossalmente è un pericolo in sé anche se è stato messo per segnalare un pericolo - che Rossella Roncucci, 59 anni, si ferisce al volto: occhio nero e occhiali rotti. Ma questa è solo la prima parte dell'odissea: il resto lo conosce quando è costretta a fare il giro degli uffici perché comincia il giochino del rimpallo di competenze e responsabilità.
Il cartello è quello che in via delle Cateratte mette sull'avviso per i rischi connessi al passaggio dei treni. Il fatto risale al gennaio dello scorso anno, una giornata grigia e piovosa. La donna non si accorge del cartello, anche perché con quel cielo di piombo sta arrivando da dietro il cartello, colorato in grigio. "Era impossibile vederlo e ci sono andata a sbattere, - racconta - Il bordo era tagliente e nell'urto gli occhiali si sono rotti. In più, mi sono ferita l'occhio sinistro, che per giorni è rimasto tumefatto".
Inizia a peregrinare fra gli uffici: con il risultato positivo di riuscire a far cambiare il cartello. Ma poi comincia il ping pong fra il Comune e le Ferrovie sulla responsabilità: un anno e mezzo per cercare di venirne a capo. "Possibile che non si possa risalire a chi ha messo quel cartello? Sul retro c'era anche un timbro. Io non voglio soldi: per fortuna l'occhio è guarito. Ma almeno le spese di rimborso degli occhiali che ho dovuto ricomprare, quelle le vorrei. A quel punto, asseconderei volentieri l'appello del sindaco Filippo Nogarin di acquistare gli occhiali da quel suo amico ottico che è stato di recente derubato...".
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