Il Tirreno

Livorno

E ora gli sfratti tornano a crescere

di Mauro Zucchelli
E ora gli sfratti tornano a crescere

Livorno non è più la maglia nera ma resta fra le 12 province italiane dove più alta è la febbre del disagio sociale

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LIVORNO. Non siamo più il territorio con il record nazionale di sfratti in rapporto al numero di famiglie ma la febbre dell’emergenza casa resta altissima: basti dire che Livorno continua a restare fra le 12 province dove più pesante è il bilancio sociale dei provvedimenti di sfratto emessi. E a metterlo in evidenza non è il comunicato di movimenti, comitati di lotta o associazioni di inquilini bensì il dossier ufficiale del Viminale che l’ufficio centrale di statistica della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno mette nero su bianco.

Per la nostra provincia stiamo parlando di 672 sfratti emessi: una cifra doppia rispetto a Udine, il triplo se prendiamo come paragone Trento. Ma, in proporzione al numero delle famiglie residenti, ecco che balziamo fra le realtà territoriali dove la temperatura del disagio sociale è più alta: lo sfratto riguarda una famiglia su 232. Peggio di noi solo undici province, quasi tutte al Nord: a cominciare da Rimini (uno sfratto ogni 154 famiglie) e da Varese (uno ogni 206). L’elenco della “febbre” dell’emergenza sfratti tocca anche – nell’ordine – Pistoia, Vercelli, Lodi, Prato, Monza, Novara, Avellino, Asti e Trieste.

Come si vede, Livorno non è affatto l’unica città toscana presente nella lista del ministero che mette in fila le statistiche di questa sofferenza sociale: peggio di noi Pistoia e Prato. Chissà se è solo un caso che le due zone toscane rappresentino la fascia esterna della città metropolitana che ruota attorno a Firenze, mentre altre sei province dell’elenco (Varese, Vercelli, Lodi, Monza, Novara e Asti) sono un po’ la “periferia” sulla quale si scaricano i problemi della coppia metropolitana Milano-Torino.

Siamo lontani dal boom del 2011, quando si contarono addirittura 909 sfratti. Ma adesso sono tornati ad aumentare: più 4,2% rispetto all’anno precedente (quando furono 645). Con una particolarità: nessuno è per necessità del locatore, appena una cinquantina sono per finita locazione, il resto sono per morosità.

Risultano in calo invece dal dossier statistico del ministero sia le richieste di esecuzione (sono 559, meno 12,7%) che gli sfratti effettivamente eseguiti (224, meno 25,6%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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