Il Tirreno

Livorno

Cartello irregolare, donna ferita all’occhio

di Lara Loreti

Guerra sulle competenze tra Comune e Fs. La vittima: «Se mi rimborsano comprerò gli occhiali dall’ottico amico del sindaco...»

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LIVORNO. Prima la botta sul viso contro il cartello, con l’occhio tumefatto e gli occhiali rotti. Poi la beffa - tipicamente italiana - di fare il giro degli uffici e non sapere a chi rivolgersi per far valere le proprie ragioni, per il ben noto giochino dei rimpalli di competenze e responsabilità. La protagonista di questa disavventura è Rossella Roncucci, livornese di 59 anni, che risiede nella zona di San Marco.

La storia comincia un anno e mezzo fa: è il 9 gennaio 2013, quando la Roncucci sta camminando in via delle Cateratte. Arrivata vicino al passaggio al livello, inaspettatamente sbatte contro il cartello della discordia, che segnala il pericolo riguardo ai treni in transito. Il punto, però, è che questo cartello è ad altezza d’uomo, precisamente a 1.42 metri da terra. Ad aggravare il tutto - visto che spesso quando gira la sfortuna c’è poco da fare - c’è che quella giornata è grigia e piovosa, come la maggior parte dei giorni dello scorso inverno, e questo riduce la visibilità. Per di più la Roncucci sta camminando dal lato della strada in cui il cartello è girato dalla parte posteriore, ed è grigio, dunque ancora più mimetizzato. «Era impossibile vederlo e ci sono andata a sbattere - racconta la livornese - Il bordo era tagliente e nell’urto gli occhiali si sono rotti. In più, mi sono ferita l’occhio sinistro, che per giorni è rimasto tumefatto».

A questo punto, Rossella Roncucci da cittadina fiduciosa nelle istituzioni, si rivolge al Comune, anche per sollecitare la rimozione del cartello che può essere pericoloso anche per gli altri. «Dopo quasi due mesi di insistenza, il cartello è stato sostituito con uno regolare - dice la donna - con uno regolare, messo a segnalazione del passaggio a livello, all’inizio di via delle Cateratte, sul lato di via della Cinta Esterna. E sono stati modificati anche quelli vicino alla stazione di Calambrone che avevano problemi analoghi. Fin qui tutto bene. Ma veniamo a me: io ho dovuto rivolgermi ad un legale per essere tutelata perché non ho trovato giustizia né tanto meno conforto per questa disavventura. Dopo un anno e mezzo di peripezie, giri per uffici tra Comune e Ferrovie dello Stato, io e il mio avvocato siamo giunti alla conclusione che la competenza su quel cartello che mi causato danno sarebbe dell’amministrazione comunale perché il suolo dove sorge è appunto del Comune. Tuttavia, gli uffici competenti hanno di nuovo rinviato la palla alle Ferrovie e ora, colpo di scena, pare che sia spuntato un foglio che lo dimostrerebbe. Ma io nel frattempo che gli uffici si decidono, cosa devo fare? Possibile che non si possa risalire a chi ha messo quel cartello? Sul retro c’era anche un timbro. Io non voglio soldi: per fortuna l’occhio è guarito. Ma almeno le spese di rimborso degli occhiali che ho dovuto ricomprare, quelle le vorrei. A quel punto, asseconderei volentieri l’appello del sindaco Filippo Nogarin di acquistare gli occhiali da quel suo amico ottico che è stato di recente derubato...».

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