Il Tirreno

Livorno

Investito e ucciso il re dei formaggi

di Lara Loreti
Investito e ucciso il re dei formaggi

Bruno Simonini era in bici quando è caduto per una buca e poi è stato travolto da uno scooter in via del Levante

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LIVORNO. Una profonda ferita sul lato sinistro della testa. Bruno Simonini giace a terra in via del Levante mentre gli automobilisti rallentano e quasi si fermano per cercare di capire cosa sia successo. A pochi passi dal corpo ormai privo di vita, c’è la sua bici nera, mezzo con cui il commerciante livornese di 72 anni sarebbe tornato a casa dalla sua famiglia.

Simonini era il titolare dei negozi dei formaggi Vad, quello storico in via di Franco e quello nuovo in piazza Damiano Chiesa. Conosciutissimo in città. I suoi cari, come ogni giorno, lo aspettavano per pranzo: ma ieri il re del formaggi non ha fatto ritorno a casa. Erano le 13.50 quando è caduto dalla bici sul cavalcavia, direzione Salviano, e poi è stato colpito da uno scooter che procedeva nello stesso senso di marcia.

È il primo pomeriggio, l’asfalto è bollente e il traffico rallentato. I volontari della Misericordia coprono il corpo con un telo bianco, aiutati dai vigili urbani che si occupano dei rilievi. Pochi metri più in là, sconvolto, c’è Mauro Boncompagni, 52 anni, lo scooterista che ha investito Simonini. È agitato e sotto choc: si è ritrovato il ciclista davanti, e non è riuscito a evitarlo, come ha detto lui stesso.

Un incidente mortale complesso, non facile da ricostruire per i vigili urbani che restano sul posto fino alle 15.30 circa. Il punto esatto dove è successo il fatto è in via del Levante, poco dopo Decathlon. In base alla ricostruzione emersa dalle testimonianze e dai rilievi della polizia municipale, il ciclista sta pedalando sul marciapiede per andare in via di Salviano, dove abita.

A un tratto, si trova davanti una specie di buca. Sotto al marciapiede, infatti, c’è un dislivello di una ventina di centimetri. Molto probabilmente, il ciclista perde il controllo del mezzo proprio per via dello scalino e così finisce in mezzo alla strada. In quel momento, Boncompagni, sta percorrendo via di Levante in sella al suo scooter: a un tratto, vede il ciclista cadere a pochi metri da sé. Prova a scansarlo, ma non ci riesce. Forse lo colpisce con la parte posteriore del mezzo: è questa l’impressione che ha lo stesso scooterista. «Non pensavo di averlo investito - dice Boncompagni poco dopo l’incidente - Io sono passato oltre, poi mi sono fermato per constatare cosa fosse successo e l’ho visto in quelle condizioni». Una scena terribile.

Sul posto, una volta scattato l’allarme al 118, arriva prima un’ambulanza della Misericordia di Montenero di passaggio, poi giungono i volontari della Misericordia di via Verdi insieme al medico del 118. Ma per Simonini non c’è niente da fare: il trauma cranico gravissimo non lascia scampo al 72enne, nonostante le manovre di rianimazione messe in pratica immediatamente dagli esperti.

Mentre passano i minuti e i vigili urbani si occupano della ricostruzione della dinamica e della viabilità (il traffico viene deviato su una sola corsia, a partire dall’apice del cavalcavia), sul posto arrivano anche i parenti dello scooterista, anche loro sconvolti per l’accaduto. Boncompagni, intanto, viene sottoposto, come prevede la prassi, all’esame alcolemico, che risulta negativo.

Un’altra pattuglia della polizia municipale, nel frattempo, va in via di Salviano per avvisare i familiari di Simonini della terribile notizia. Immenso il dolore per i parenti della vittima, in particolare della moglie Rosanna e dei due figli, Monica e Michele: una famiglia molto unita, anche nel lavoro. Ultimamente, allo storico negozio di via di Franco si era aggiunto il nuovo punto vendita a Colline: gli affari, sempre portati avanti con passione da Simonini, andavano bene tanto che l’imprenditore voleva ampliarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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