Italia
«Colpa di una buca o uno scalino»
Parla un testimone: l’investitore ha fatto di tutto per evitarlo
LIVORNO. «Ero in scooter e arrivavo dalla parte di Decathlon, in direzione Scopaia/Salviano, quando ho visto un ciclista che percorreva il tratto di strada delimitato dal marciapiede. Alla fine, non so se per malore o per una buca, è caduto. In quel momento, arrivava lo scooter, che ha cercato di evitarla, ma l’impatto c’è stato: lui è caduto e ha perso i sensi». A dirlo è Roberto Mura, che ha assistito alla scena: era a circa una ventina di metri.
«Mi sono fermato – afferma – e ho visto subito una grossa fuoriuscita di sangue, l’uomo non dava più segni di vita».
«Appena il tempo di tirare su il cavalletto, mi sono avvicinato e ho visto una grossa emorragia», racconta il testimone: «Allora ho chiamato al volo il 118, che è intervenuto in pochi minuti con i soccorritori dell’ambulanza che hanno provato a rianimarlo».
I primi a intervenire sono stati i volontari della Misericordia di Montenero, seguiti poi dai confratelli di via Verdi. «I volontari hanno provato in tutti i modi a salvarlo - aggiunge Mura - ma non hanno potuto fare niente di più».
Secondo un altro testimone, il ciclista vittima dell’incidente, Bruno Simonini, avrebbe perso l’equilibrio a causa di uno scalino presente ai piedi del marciapiede. Infatti, alla fine del percorso, ci sono circa una ventina di centimetri di dislivello rispetto alla strada, peraltro non ben visibili in quanto ricoperti di erbacce. «Probabilmente la ruota della bici s’è messa di traverso a causa dello scalino - dice il testimone - provocando il primo sbandamento e quindi la caduta del ciclista».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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