Gioco
Raspanti: allargare la compagine di Alp. De Filicaia: un palliativo
Il consiglio punta i riflettori sulla crisi di Alp (ex Agelp) alla ricerca di un più generale «patto sul lavoro», come lo chiama Marco Ruggeri (Pd), «o il rischio è di trovarci a gestire un centinaio...
Il consiglio punta i riflettori sulla crisi di Alp (ex Agelp) alla ricerca di un più generale «patto sul lavoro», come lo chiama Marco Ruggeri (Pd), «o il rischio è di trovarci a gestire un centinaio di esuberi in porto». Buongiorno, col capogruppo Andrea Raspanti, chiede di «valutare l’opportunità di un ampliamento del campo di azione di Alp» e «l’ingresso delle 21 imprese portuali nella compagine sociale, a riconoscimento del valore dell’agenzia per l’operatività dello scalo». «Ma è un palliativo bello e buono», sostiene Jari De Filicaia, il portuale del Pd. «Semmai – dice – con i ministeri competenti dobbiamo arrivare a un ampliamento dell’articolo 17 con l’assorbimento degli esuberi del 16, per arrivare a un unico soggetto prestatore di manodopera portuale ed evitare ribassi tariffari sul costo del lavoro e concorrenza interna, quella fatta fino a oggi. È l’Autorità portuale che deve vigilare sulle storture!». «Esco perplesso da questo dibattito – critica poi il segretario dimissionario nel suo primo intervento da consigliere – mi aspettavo un ragionamento più complesso sulla portualità. Sul non svendere la Porto 2000 siamo tutti d’accordo, ma i problemi del porto sono da un’altra parte», a partire da «infrastrutture, dragaggi, servizi aggiuntivi...».
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