Il Tirreno

Livorno

«La Procura sta sbagliando ora vi spiego il perché»

di Federico Lazzotti
«La Procura sta sbagliando ora vi spiego il perché»

La difesa della responsabile dell’ufficio di edilizia privata del Comune «Ho chiesto al magistrato di essere ascoltata per chiarire la mia posizione»

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LIVORNO. Susanna Cenerini, responsabile dell’ufficio edilizia privata del Comune di Livorno indagata per concorso in lottizzazione abusiva e l’edificazione su aree sottoposte a vincolo paesaggistico, e non di falso ideologico, parla attraverso il suo legale, l’avvocato Marco Talini. E sottolinea come il suo ufficio abbia sempre agito con «assoluta correttezza», senza aver mai «voluto favorire questo o quello».

Ma dice di più: è convinta che l’ipotesi accusatoria si «alimenti su discutibili teorie di consulenti di parte», tanto che «dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione indagini ha chiesto di essere interrogata dal pm per spiegare con lealtà a franchezza la propria posizione».

Rispetto ai quattro dipendenti pubblici dell’ufficio di edilizia privata indagati già nella prima fase dell’inchiesta, la Cenerini, 52 anni, dal 2001 a capo dell’unità, è stata iscritta in un secondo momento, quando le indagini del pm Massimo Mannucci e quella del collega Daniele Rosa sono state riunite.

Così la chiave per capire certezze e dubbi dell’indagine è necessario andare al capo N dell’avviso di conclusione indagini, l’ultimo ad essere stato aggiunto.

L’investimento immobiliare è quello in via Fraschetti, ad Antignano, di proprietà di Giovanni Carlini, 63 anni. L’architetto che presenta il progetto in Comune è Stefano Micheli, mentre la ditta esecutrice dei lavori è la “Os srl” che ha come legale rappresentante Renato Simoni. Si legge nel capo d’imputazione che «le opere edilizie abusive consistenti nella realizzazione di una nuova abitazione inserita nel “Sistema ambientale” previsto dal piano strutturale delle aree a ville con giardino». E ancora realizzando il progetto veniva omesso di calcolare le superfici dei piani sottotetto e seminterrato». In pratica la stessa contestazione degli altri casi. L’unica differenza sta nel tempo, visto che l’ok del Comune è stato dato la vigilia di Natale del 2012, sette mesi dopo il blitz dei carabinieri a Montenero durante il quale scattarono i sigilli a 32 unità immobiliari. Perché visti i precedenti è stato dato il via libera? Secondo gli avvocati degli indagati si tratterebbe della prova della buona fede di tecnici e professionisti (per gli inquirenti è il contrario).

In ogni caso – spiegano i difensori – si tratta di reati su forme interpretative dello strumento urbanistico. Anche se poi cantine e sottotetti sarebbero stati trasformati in taverne e camere.

«Le ipotesi per le quali la Procura sembra voler procedere - spiega l’avvocato Talini - riguardano soltanto reati contravvenzionali. E su quelle contravvenzioni abbiamo moltissimo da dire e lo diremo al magistrato titolare dell'indagine. Negli atti investigativi e nelle scelte strategiche della Procura, tuttavia, non vi è alcun riferimento, a presunti accordi tra funzionari e dirigenti comunali e professionisti per realizzare opere in frode alla legge; anzi l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, mette in chiaro che è stata proprio la Procura ad escludere ipotesi di reato a sfondo collusivo. Nessun sospetto di aver voluto favorire questo o quello. Nulla di nulla. I reati contestati, siamo costretti a ripeterlo, sono di natura contravvenzionale, e, a nostro parere, ad oggi, si alimentano unicamente di discutibili teorie di consulenti di parte. A queste teorie dei periti dell'accusa, si oppone l'assoluta, sottolineo assoluta, correttezza e legittimità dell'operato dell'ufficio diretto dalla mia assistita secondo regole che sono state uniformemente applicate per ben 14 anni (come espressamente riconosciuto anche dal Consiglio Comunale)».

Nel merito - conclude il legale - «le contestazione nei confronti della mia assistita e dei suoi collaboratori appare, a giudizio della difesa, una illogica forzatura del dato normativo basato su consulenze tecniche il cui contenuto è, anche ad avviso di altri consulenti, certamente di chiara fama, a dir poco, privo di fondamento. Per il momento è doveroso rammentare che la dottoresssa Cenerini, così come tutti i tecnici dell'ufficio edilizia privata del Comune, hanno sempre operato con la massima trasparenza e correttezza nell'interesse generale. Hanno anche collaborato con l'Autorità giudiziaria, fornendo tutta la documentazione e i chiarimenti che per anni sono stati loro richiesti dagli investigatori. E' davvero sorprendente che oggi li si collochi tra coloro che avrebbero commesso gli abusi. Confidiamo in un ripensamento della Procura, ma se così non sarà, siamo certi che al dibattimento ogni ipotesi di accusa verrà spazzata via con tante scuse».

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