Gioco
Rintracciato ed espulso dopo la rissa alla Bastia
Arrestato il giorno dei disordini in via Passaponti, il giovane era sparito pur avendo l’obbligo di firma. Continuano le indagini della mobile sul caso
LIVORNO. Espulso e accompagnato in un centro di identificazione per essere mandato via dall'Italia. Il tunisino arrestato lo scorso 26 giugno nella rissa in via Passaponti è stato rintracciato l’altro ieri e portato via da Livorno dalla polizia. Dopo esser stato arrestato, il giudice per lui aveva stabilito l'obbligo di firma, ma il giovane era sparito. La polizia lo ha cercato per 15 giorni e poi lo ha rintracciato alla Leccia.
La maxi rissa era successa nel primo pomeriggio con almeno una cinquantina di persone coinvolte che avevano dato vita a una guerriglia urbana a colpi di spranghe, forbici e sassi. Sul posto, erano intervenute due volanti della polizia, carabinieri, vigili urbani, due auto della polizia provinciale, finanza e digos più il dirigente della squadra mobile Giuseppe Testaì: in tutto una quindicina di pattuglie. Uno dei partecipanti alla rissa era stato colpito da un colpo di forbici al fianco e se la era cavata con 30 giorni di prognosi. Feriti, lievemente, anche due agenti della municipale. Inoltre, una cronista era stata colpita alla testa da un sasso, mentre un altro era stato strattonato e raggiunto con due pugni. In difficoltà per i fotografi. Il bilancio di quel pomeriggio di giugno fu un arresto e tre denunce. In manette finì il tunisino Kalfaoui Achraf, 23 anni, con le accuse di lesioni aggravate nei confronti del 20enne colpito dalla forbice, rissa e porto ingiustificato di armi (forbici); denunciati tre livornesi per rissa e porto ingiustificato di armi.
Il nordafricano aveva già l’obbligo di dimora di notte e non era in regola con i documenti in quanto il suo permesso di soggiorno - che aveva per motivi di giustizia su richiesta dell’autorità giudiziaria (era stato testimone di un fatto) - era scaduto a maggio. Inoltre il tunisino era anche stato arrestato per droga a febbraio scorso, e poi aveva avuto altre denunce per furto e stupefacenti , prima dell’arresto per la rissa in via Passaponti.
Non avendo più motivo di restare in Italia, in questi giorni il 23enne è stato rintracciato dalla polizia per l'espulsione. Gli agenti lo hanno trovato alla Leccia: un rintraccio che è stato possibile - come dicono dalla questura - grazie ai maggiori controlli avviati a giugno in tutta la provincia, come stabilito dal questore Marcello Cardona.
Alle operazioni hanno partecipato volanti, squadra mobile e amministrativa. Sono stati organizzati posti di controllo e di blocco mirati, e verifiche amministrative ai locali e ai circoli presenti in zona piazza della Repubblica ed alle “Cantine”. Servizi che hanno permesso di individuare il ragazzo. Una volta trovato, l'Ufficio Immigrazione venerdì pomeriggio lo ha accompagnato al centro di identificazione di Roma. Restano solo denunciati i tre italiani che avevano partecipato alla rissa, parenti della giovane fidanzata (17 anni) del tunisino. La squadra mobile è ancora al lavoro sul caso.
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