Gioco
Gli anti-Renzi in conclave oggi arriva anche Vendola
Il leader di Sel ma anche Landini (Fiom), Chiti, Barca e l’ex ministro Carrozza alla “Leopolda Rossa” organizzata da Civati. Fassina: il Pd sia un partito plurale
LIVORNO. La “Leopolda Rossa” è qualcosa di più di un raduno nazionale dell’area di Pippo Civati a Livorno, città-simbolo per la sinistra italiana. È diventata il luogo fisico in cui cercano di trovare linguaggi comuni le varie anime di quella parte di Pd che non ama troppo il premier-segretario Matteo Renzi e vuol guardare più a sinistra del partito. Varie sensibilità dei democratici, seppur non civatiani doc, hanno risposto positivamente all’invito del PolitiCamp: da Vannino Chiti a Maria Chiara Carrozza, passando per Fabrizio Barca. A ciò si aggiunga che al The Cage, affollato di gente, si è ascoltata anche la voce del sindacalista Fiom Maurizio Landini. Ed è da sottolineare che stamani arriverà anche Nichi Vendola, che dall’assemblea nazionale di Sel ieri ha detto: «Andrò all’assemblea di Civati per proporre alcune delle nostre idee». Insomma, non è escluso che da Livorno possa forse nascere qualche novità per la sinistra.
No ai personalismi di partito
L’atmosfera che si respira alla Leopolda Rossa non è certo renziana, tutt’altro. Già venerdì sera, durante l’incontro sulla “partecipazione possibile” le parole di Vannino Chiti sono apparse abbastanza chiare: «Il nostro partito non faccia l’errore di Berlusconi di diventare un partito personale. Il partito che vive soltanto nelle istituzioni e per le istituzioni non fa strada: se non stiamo nella società, non vediamo i problemi reali». Chiti ha aggiunto «che qualsiasi riforma deve passare dal referendum dei cittadini».
Anche Barca ha attaccato il premier: «In questo momento non c’è strategia sul partito e non c’è nemmeno confronto». Critico pure Landini: «Renzi dice che bisogna scrivergli una mail per parlargli: bene io sono novecentesco, preferisco portargli direttamente i lavoratori». Poi riferendosi alla Costituzione ha aggiunto: «Non va cambiata, va difesa e soprattutto applicata».
«Via la disuguaglianza»
Altro tema caldo che ha riscosso grande interesse è stato quello della “cultura possibile”, affrontato ieri mattina. In particolare, sono state criticate le affermazioni di Roberto Reggi, sottosegretario all’istruzione, sul nuovo piano per la scuola. «Per me sono chiacchiere», sbotta l’ex ministro Maria Chiara Carrozza: «Contano gli atti che non ho visto, poi – aggiunge – credo che in Italia sia necessario abbattere le disuguaglianze: provate a chiedere alle persone anziane cosa sia un pin…».
Fase di studio?
Nel pomeriggio, invece, spazio al dibattito su “L’economia del possibile”, che ha visto Stefano Fassina tra i vari ospiti. Scambiando qualche battuta con i giornalisti sul valore della “Leopolda Rossa”, l’economista ribadisce che «questo evento significa che il Pd è un partito plurale e bisogna dare attenzione alle sensibilità qui presenti».
Può nascere quindi qualcosa di nuovo da qui? «In queste settimane – afferma – ci sono state tante iniziative, dobbiamo annotare questi fili che sono fuori e dentro al partito. La tappa livornese è importante».
E riguardo alla situazione del Pd livornese? Da Fassina arriva un consiglio: quello di «aprirsi e di guardare in faccia i problemi, perché ci sono tutte le energie per recuperare e tornare al governo della città».
Mauro Donateo
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