Gioco
Dopo lo stop alla P3 i giganti ci riprovano con l’alleanza a due
Non ci sono più i francesi ma Maersk e Msc si rimettono insieme l’altro patto aveva escluso Livorno: resta l’incognita sul futuro
LIVORNO. Non è passato neanche un mese ed ecco che il colosso danese Maersk in accoppiata con la compagnia Msc, metà svizzera e metà napoletana, è andata al contrattacco dopo che a metà giugno il ministro cinese del commercio Gao Hucheng aveva affondato l’alleanza-monstre P3 annunciata con la presenza di un terzo big: i transalpini Cma-Cgm.
Non si chiama più P3 e i francesi sono rimasti alla finestra. Però i primi due operatori al mondo nel settore del trasporto container ci riprovano: non schiereranno più la flotta kolossal di 255 navi della P3 ma stiamo parlando pur sempre di 185 navi con una campacità complessiva che supera i due milioni di teu su 21 grandi direttrici (dall’Asia quattro sull’asse verso il Mediterraneo e sei verso il Nord Europa, due fra Mediterraneo e Usa).
È ancora presto per capire se la nuova alleanza avrà le forti ripercussioni che la P3 avrebbe avuto su Livorno, visto che il nostro scalo era stato tagliato fuori dai porti di riferimento sui quali Maersk, Msc e Cma-Cgm avevano annunciato l’intenzione di concentrare i flussi di merci. Una esclusione choc che significava non solo una sforbiciata al quantitativo di container in transito ma anche il rischio che venisse meno la principale direttrice dei traffici per Livorno, quella con la costa atlantica del Nord America.
Non è chiaro neanche quali contro-alleanze si scateneranno sul ring internazionale dei grandi operatori.
Ma intanto la prima incognita resta la risposta che le autorità antitrust daranno al nuovo assetto dell’alleanza, che i due giganti hanno ricomposto individuando strutture giuridicamente più soft (praticamente rimanendo compagnie distinte che lavorano in tandem attraverso un accordo di condivisione degli slot).
È da dire che l’antitrust americana aveva già dato il via libera alla P3 e che quella europea aveva ritenuto che non ci fosse neanche da porsi il problema. Solo l’altolà cinese aveva rotto le uova nel paniere. E se è vero che la maxi-alleanza avrebbe potuto funzionare in via parziale sulle aree che avevano avuto il via libera, in realtà i partner della P3 l’avevano impostata come una riorganizzazione radicale dell’intera offerta di trasporto e dunque non avrebbe potuto funzionare solo in parte.(m.z.)
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