Il Tirreno

Livorno

Nogarin: «Una squadra straordinaria»

di Juna Goti

Gli assessori si diminuiranno l’indennità (l’ipotesi è del 10%) e tutti lavoreranno a tempo pieno a Palazzo Civico

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LIVORNO. Tre donne e quattro uomini. Tutti laureati o con in tasca il diploma di scuole di alta formazione. Molti titoli, dottorati di ricerca, cattedre universitarie ed esperienze all’estero. Poche esperienze politiche e amministrative, anche se non mancano curiosità che solleticano subito la pancia delle opposizioni (sui social). Per tutti la conoscenza di almeno una lingua straniera sembra un must. Mentre solo metà “parla” livornese. Eccola: dopo un mese di attesa il sindaco Filippo Nogarin ha presentato la giunta a cinque stelle (ma due soli sono attivisti pentastellati). Una squadra che ha definito «straordinaria: l'altissima qualità è sotto gli occhi di tutti, sono orgoglioso del lavoro fatto dal gruppo che ha selezionato i curricula, questo team ha i numeri per fare molto bene». All’appello manca per ora l’assessore al bilancio, figura chiave dell’amministrazione. Martedì, fa sapere Nogarin, il futuro assessore – una donna – era stato presentato al gruppo di maggioranza, «ma per gravissimi problemi di salute ha dovuto rinunciare all’ultimo momento alla nomina».

Chi sono gli uomini e le donne della formazione messa in campo da Nogarin? Accanto alla vicesindaco Stella Sorgente (musicista-docente con deleghe a istruzione, politiche giovanili, pari opportunità, associazionismo, politiche della partecipazione, tutela degli animali) e all’architetto Alessandro Aurigi (urbanistica, edilizia privata, lavori pubblici, piano strutturale) già presentati nei giorni scorsi, spuntano due nomi che circolavano da tempo: il “filosofo del gusto” Nicola Perullo, come anticipato dal Tirreno, è stato nominato assessore al turismo, marketing territoriale, sport e folklore, mentre l’ex gestore del Kino Dessé, Serafino Fasulo, guiderà la cultura e curerà i rapporti con Goldoni e Mascagni. Perullo professore di Estetica all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, volto di Slow Food, si presenta dicendo che l’obiettivo è «creare a Livorno una cultura del turismo e dell'accoglienza». Fasulo, laureato in lingue e letterature straniere, conosciuto in città per il suo impegno nel settore cinematografico e teatrale e in passato candidato per una lista civica a sostegno di Cosimi, dal quale ha poi preso le distanze, sottolinea che «bisogna recuperare l’amore per la cultura, partendo dalle energie che già ci sono e che sono sottoutilizzate».

Sorpresa al sociale. A destare più curiosità in sala è Ina Dhimgjini, una giovane dal curriculum di tutto rispetto, che a 28 anni prende in mano le delicatissime deleghe al sociale e alla sanità, con politiche della casa e terzo settore. Nata a Durazzo, in Albania, è arrivata a Livorno con la famiglia 22 anni fa. Laurea in giurisprudenza a Pisa, dottorato di ricerca a Venezia, praticante avvocato abilitato, mediatrice civile e commerciale, con vari master, corsi postuniversitari e ricerche anche ad Oxford. «Sono qui perché credo che sia il momento dell’agire – dice – le urgenze sono molte. Ringrazio Livorno: così come io sono stata accolta, spero di poter contribuire affinché i livornesi rientrino in possesso del diritto alla casa e alla salute». Se Dhimgjini dice di non aver mai fatto politica, il professor Giovanni Gordiani, fiorentino, nel 1992 a Livorno con la Banca Toscana prima di strappare un biglietto per Bruxelles, in passato ha avuto la tessera del Pd e recentemente è stato candidato a Cutigliano per una lista civica di centrosinistra. Però, ha fatto sapere a margine della presentazione, «mi ero tirato pubblicamente indietro, scrivendo al futuro sindaco, già prima delle elezioni». A lui, consigliere giuridico e docente a Bruxelles, esperto di tematiche ambientali (soprattutto nel campo della differenziata) che parla cinque lingue, Nogarin ha affidato ambiente, protezione civile, commercio, mobilità e artigianato. «Prima di inviare il curriculum – ripete – ho guardato gli obiettivi: rifiuti zero e mobilità sostenibile sono traguardi che non dovrebbero avere colore...». Sarà invece Francesca Martini, avvocato spezzino che è a Livorno da tre anni e fa ricerca nel campo dell’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, ad occuparsi di lavoro, personale, formazione e innovazione. Età media della giunta: 43 anni. Il sindaco terrà per sé porto, Prg, partecipate e polizia municipale. «Ho chiesto un impegno totale, faranno gli assessori a tempo pieno», spiega. Anche se sono state chieste alcune deroghe (Perullo, ad esempio, è direttore di un corso di laurea).

Nei giorni scorsi, come primo atto, Nogarin ha deliberato un taglio degli stipendi dei vertici delle partecipate. «Seguirò il programma del Movimento, con un taglio del 10% dei compensi della giunta : non è con questo che si risolvono i problemi, ma è qualcosa di simbolico. E ora al lavoro: c’è tanto da fare».

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