Il dolore
Cento con lode per la mamma studentessa
Francesca Mennella, 38 anni, si è diplomata al corso serale del Vespucci. “Sono soddisfatta enormemente per essere arrivata alla fine del mio lungo sacrificio, ma sto male perché è tutto finito"
Ilaria, la sua amica, l'ha definita così : "disponibilissima, altruista, una che è sempre disponibile ad aiutare gli altri per soddisfazione sua": stiamo parlando di Francesca Mennella, mamma-studentessa che a trentotto anni ha sbalordito la commissione d'esame del corso serale del Vespucci che le ha assegnato un punteggio di 100 con lode - unico in tutto l'istituto tecnico commerciale cittadino.
Come si fa a prendere il diploma di istruzione di secondo grado con un punteggio così alto mentre si manda avanti una famiglia e si lavora? Solo chi, come Francesca Mennella, ha fatto questo percorso può rispondere. "Si può fare solo se esistono due condizioni: una motivazione fortissima e qualcuno che ti aiuta nella vita quotidiana, perché da sola sarebbe stato impossibile."
Qual è stata la molla che ti ha fatto tornare sui libri, dopo aver lasciato il Liceo Cecioni, indirizzo linguistico da ragazza e aver messo su famiglia con due figlie?
"La morte di mio padre nel marzo 2011, un evento improvviso che ha sconvolto la mia vita e mi ha dato la forza di coronare il mio, ed anche il suo, sogno - prendere un diploma. Io , con una sorella invalida, sono sempre stata l'orgoglio di mio padre, della mia famiglia, per cui l'abbandono scolastico era stato vissuto come un trauma. Ma con il passare degli anni, avevo garantito a mio padre che avrei preso il diploma ed anche se avrei voluto farlo con lui in vita, sono felice di essere arrivata al traguardo, per lui, oltre che per me, in questo modo."
Chi ti ha aiutato?
"Mia madre e mio marito; mia madre e mio marito hanno gestito le due bimbe andando a prenderle a scuola, dando loro da mangiare, nel pomeriggio per la lezione, nella quotidianità -anche perché io ho svolto diversi lavori che mi tenevano occupata negli orari più bizzarri della giornata e, negli ultimi tre anni, frequentavo la scuola dalle 17 alle 22 dal lunedi al venerdi, quindi senza il loro aiuto, nulla sarebbe stato possibile."
Quando ci si rimette sui libri da adulti come è il rapporto con gli insegnanti?
"Ho trovato docenti eccezionali, ho intessuto con loro rapporti che spero vadano avanti per il resto della vita; ho riscoperto il piacere di leggere, andare al cinema e a teatro grazie ad un insegnante di lettere davvero speciale - ho addirittura deciso di iscrivermi alla facoltà di Lettere Moderne all'Università, perché voglio assolutamente continuare a studiare. "
Nell'opinione pubblica è diffusa l'idea che i corsi serali siano delle scorciatoie rispetto ad diurno, qual è il suo parere?
"Io vorrei che dal Ministero in giù si riflettesse sul valore dei percorsi serali per chi lavora, per chi, per mille motivi, ha interrotto gli studi da ragazzo; ma ci si rende conto cosa vuol dire andare a scuola dalle 17 alle 22 tutti i giorni per anni, mentre si pensa alla spesa, alla casa, ai figli, al lavoro? E poi studiare? E gli esami? La commissione era uguale alle altre, le materie le stesse e i voti idem. "
Qual è stata la sua emozione al termine del colloquio d'esame?
"Ero soddisfatta enormemente per essere arrivata alla fine del mio lungo sacrificio, ma stavo male proprio perché era tutto finito"
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