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Livorno

Onori solenni a Canessa: c’era Ciro, il bambino salvato nel ’43

Onori solenni a Canessa: c’era Ciro, il bambino salvato nel ’43

Non voleva mancare per nulla al mondo e così Ciro, l’ex ragazzino che nel ’43 venne salvato da Canessa, è arrivato in Comune per rendere omaggio a Mario Canessa, il poliziotto anti-eroe che ha salvato tanti ebrei. Alle 14,45 il funerale nella chiesa del Rosario

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LIVORNO. Per rendere omaggio a Mario Canessa, il poliziotto anti-eroe che durante la guerra ha salvato dal lager tanti ebrei (ma anche perseguitati antifascisti, disertori e prigionieri alleati), c’è chi come Ciro e Maria Franca De Benedetti si è fatto 300 chilometri nella notte: lui è il bambino che settant’anni fa Canessa, giovane agente-partigiano portò di là dal passo alpino, in mezzo alla neve e con le scarpine quasi estive, per consegnarlo ai gendarmi svizzeri e metterlo al sicuro. Adesso l’ex ragazzino ha gli occhi gonfi di commozione mentre nella sala preconsiliare di Palazzo Civico rende omaggio a quell’uomo che l’ha salvato. Accanto a lui ci sono i massimi vertici della città: a cominciare dal sindaco Filippo Nogarin, insieme a tutta la giunta finora nominata (cioè il vicesindaco Stella Sorgente e l’assessore Alessandro Aurigi). Ci sono i massimi responsabili delle forze dell’ordine, c’è il prefetto Tiziana Costantino. Ci sono gli ex partigiani dell’Anpi guidati dal presidente Gino Niccolai e da Laura Bandini, c’è l’ex assessore Mario Tredici che fece stampare nel 2011 dal Comune il volumetto dedicato alla storia di Canessa. C’è anche il mondo ebraico, in testa il rabbino Yair Didi e Guido Guastalla, l’uomo che ha segnalato alle autorità di Gerusalemme il nome di Canessa per arrivare a farlo inserire nello Yad Vashem e proclamarlo “giusto fra le nazioni”, il più alto fra gli onori che Gerusalemme riconosce a chi ebreo non è. Ci sono esponenti politici: ad esempio del Pd come Bufalini e Quintavalle o di Forza Italia come Elisa Amato...

Nel primo pomeriggio di oggi, martedì, il funerale nella chiesa di Nostra Signora del Rosario: così com’era arrivata dall’abitazione fino al Comune scortata dai vigili urbani in moto, sempre accompagnata dalla polizia municipale alle 14,45 il feretro lascia Palazzo Civico – dove una folla di persone ha lasciato la propria firma a ricordo – e arriva alla chiesa del Rosario (via Mangini) per l’ultimo abbraccio.

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