Gioco
«La lotta per la libertà con il coraggio di chi sa essere umile»
SINDACO. «A Norimberga, nel corso dei processi, la tesi difensiva di molti imputati fu quella di sostenere di avere "semplicemente obbedito agli ordini". Mario Canessa fece esattamente il contrario:...
SINDACO. «A Norimberga, nel corso dei processi, la tesi difensiva di molti imputati fu quella di sostenere di avere "semplicemente obbedito agli ordini". Mario Canessa fece esattamente il contrario: Disobbedì». Parte da qui il messaggio del sindaco Filippo Nogarin per dare l’addio al poliziotto-eroe. E se nel 2011 nell’anniversario della Liberazione, Palazzo Civico ha dato a Canessa la Livornina, adesso «gli apriamo ancora una volta le porte del Comune, per accoglierlo nella casa di tutti i livornesi, per accompagnarlo in questo suo ultimo viaggio e per dirgli ancora una volta: “Grazie del tuo esempio”». Per Nogarin l’insegnamento più importante di Canessa è non stancarsi mai di ricordare («il ricordo è lo strumento più prezioso per evitare che simili atrocità abbiano a ripetersi»).
RABBINO. «I nostri maestri dicono che una piccola luce manda via tanto buio. Nel tempo che il mondo era ricoperto dall'oscurita, una piccola fiammella di speranza si accese e dissipò molto buio». A dirlo è il rabbino Yair Didi segnalando che le azioni di Canessa che mise a rischio la vita per salvarne molte altre «rimarrà per l'eternità nel cuore della nostra Comunità e di tutto il popolo ebraico e sarà ricordato nel Libro Eterno che è in mano di D. per sempre».
COMUNITÀ EBRAICA. «La memoria del Giusto sarà tramandata nei secoli»: parola di Vittorio Mosseri, presidente della Comunità ebraica livornese segnalando che in onore di Canessa è stato piantato un albero nel Giardino dei Giusti.La Comunità livornese «ha dedicato un nuovo rotolo della Legge (Sefer Torà) a suo nome per riconoscenza eterna all'uomo che tanta generosità morale e materiale aveva dimostrato nel corso di una vita ben spesa».
ANPI. Gli ex partigiani dell’ Anpi ricordano il partigiano Canessa «in maniera semplice, come semplice e schivo era Mario, una persona che ha fatto quello che ha fatto semplicemente perché riteneva fosse la cosa giusta da fare, in silenzio e abnegazione, ben conscio di quale fosse il suo dovere di essere umano e di cittadino».
ISTORECO. «Tutta la biografia di Canessa ha espresso i valori più alti di democrazia, libertà, solidarietà, vissuti con risolutezza e coraggio, ma anche con profonda umiltà». È il messaggio dell’Istoreco (Istituto storico della Resistenza), segnalando che «ha saputo scegliere senza esitazioni da che parte stare» rappresentandoido «un importante esempio da trasmettere alle generazioni future».
PD. Invitando il sindaco a un omaggio pubblico a Canessa (come diciamo in altra pagina), il gruppo dei consilieri comunali Pd ricorda Canessa come «uomo riservato, umile» che ha sempre detto di «aver fatto semplicemente il suo dovere mentre ha rischiato per anni quotidianamente la propria vita». Una storia «bellissima, struggente, speciale» di un uomo che «ha sempre voluto definirsi normale e di cui oggi con dolore apprendiamo della scomparsa».
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