Il Tirreno

Livorno

Muore a 52 anni al Pendola lavoratore dell’Aamps

di Giulio Corsi
Muore a 52 anni al Pendola lavoratore dell’Aamps

Yuri Orsini, ex dipendente del Caprilli, era stato riassunto a gennaio. Storico vogatore dell’Ardenza, lascia tre figli. Fatale un malore dopo il mare

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LIVORNO. Sembrava un anno magico, questo 2014, per Yuri Orsini. Lui, ex dipendente del Caprilli, era stato tra i fortunati ad essere dirottato su Aamps dopo l’ingloriosa fine della Labronica Corse Cavalli.

A gennaio aveva ricominciato a lavorare, dopo anni di cassa integrazione, presidi, proteste, paure. Ed era felice. Ancor più felice negli ultimi giorni: sua figlia Veronica, vent’anni, si era laureata in lingue a Bologna e suo figlio Nicholas, 13 anni, aveva superato l’esame di terza media.

Ieri però il sole si è spento d’improvviso davanti ai suoi occhi, mentre saliva le scalette del Pendola dopo una mezza giornata passata al mare. L’orologio non segnava neanche le 16. «Non mi sento molto bene, ho un giramento di testa», è riuscito a dire alla compagna. Dopo di che è caduto a terra, privo di sensi. E non si è più ripreso.

La donna ha immediatamente chiamato il 118, mentre un capannello si è formato attorno a Orsini. L'allarme è scattato per un malore in spiaggia, ma quando sul posto sono arrivati i soccorritori della Misericordia di Antignano hanno trovato l’uomo in arresto cardiaco.

I volontari hanno provato a rianimarlo in tutti i modi, ma Orsini non ha dato segnali di ripresa. E' stato quindi portato d'urgenza al pronto soccorso, che il 118 aveva allertato per predisporre la shock room. Ma non c'è stato niente da fare. Alle 17.30 è deceduto in ospedale. «Si pensa ad un infarto o ad un’emorragia celebrale», spiegava in serata la sorella Gina, infermiera, dopo essere uscita dalla camera mortuaria insieme ai figli.

Ardenzino doc, Yuri Orsini, era nato e cresciuto in via Ricci, dove abitava ancora insieme al padre Luigi, 81 anni. In città era conosciutissimo: per una vita aveva lavorato all’ippodromo, fino al passaggio in Aamps avvenuto a inizio 2014. E nella lunga battaglia dei lavoratori del Caprilli era stato sempre in prima fila, col sole e sotto la pioggia nel gazebo allestito davanti al municipio, nei tantissimi incontri col sindaco Cosimi, col megafono in mano nelle proteste in consiglio comunale. E in prima fila c’era stato anche l’estate scorsa, quando - esattamente un anno fa - fu deciso che le corse sarebbero ripartite e in pochi giorni, pochissimi, i lavoratori rifecero il look all’ippodromo ormai finito nell’abbandono.

Ma la sua passione era soprattutto il mare: quando poteva andava al Gabbiano, dove tra un tuffo e l’altro, passava le ore a parlare di palio e ricordare le imprese del gozzo rossoverde su cui aveva vogato per anni, alzando i remi al cielo nel 1983, ultimo drappo vinto dal rione.

Dopo aver passato la mattina al Pendola e aver pranzato insieme alla compagna alla spiaggetta di Antignano, ieri Orsini stava tornando a casa proprio per assistere alla gara remiera in programma in serata alla Terrazza Mascagni, quando d’improvviso si è sentito male.

Lascia tre figli: oltre a Veronica e Nicholas, Giulia, 18 anni.

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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